Cronaca - 12 febbraio 2026, 16:29

Dai cellulari al parabrezza dell'auto: la truffa viaggia veloce come un sms

Un ricco campionario di fregature nelle quali è facilissimo restare invischiati

«Ciao, puoi votare per lei, è la figlia di un mio amico e sta partecipando a un concorso. Con il tuo voto può vincere una borsa di studio. Non costa nulla, basta cliccare qui». Un invito, in apparenza, innocente, ma che nasconde la più classica delle fregature. Chi clicca finisce su una piattaforma fake che, attraverso un trucchetta banale, carpisce credenziali di accesso ai social delle malcapitate vittime che, loro malgrado, diventano pedine di successivi raggiri. Attraverso i loro canali, da Facebook a WhatsApp, i truffatori chiedono agli altri contatti somme di denaro per superare problemi di salute o improvvise difficoltà finanziarie. E qualcuno, ovviamente, ci casca.

Ma il vasto mondo delle truffe online si aggiorna di continuo: frequentissima, in diverse varianti, è la “truffa del Caf” o del “Cup": un sms invita con urgenza a chiamare un numero per una comunicazione relativa a un appuntamento o una visita sanitaria. Cascarci è facilissimo: si richiama il numero e si resta inutilmente in attesa, fino a che cade la linea. A quel punto si scopre di essere rimasti senza credito, perché, in realtà, ci si era rivolti a un servizio a pagamento. 

Una variante più “cruenta" riguarda una falsa comunicazione da parte di PagoPa: il messaggio comunica che non risulta essere stata pagata una somma dovuta per tasse o multe invitando a regolarizzare la posizione attraverso un link. In realtà, chi clicca, finisce per versare denaro non dovuto a malviventi che, di certo, non sono titolari a incassarlo. In questo panorama di insidie informatiche dalle quali è sempre più difficile difendersi, si inserisce anche la truffa della "finta multa", molto in voga soprattutto nelle metropoli. Infilata nel tergicristallo l'automobilista trova la striciata di pre avviso della multa per divieto di sosta, con le indicazioni relative al pagamento ridotto. Sito e conto, però, non sono quelli del Comune ma di qualche truffatore che approfitta del momentaneo parcheggio in doppia fila o in qualche spazio vietato per fare soldi ai danni di automobilisti esasperati dalla caccia al parcheggio. Per adesso i terreni di caccia dei malfattori sono per lo più le metropoli: ma quanto tempo passerà prima che anche le cittadine di provincia finiscano nei circuito di questi truffatori?

redaz