Cronaca - 09 febbraio 2026, 14:55

Tre persone nei guai per truffe agli anziani: un caso a Lignana

Sono stati denunciati al termine di un'indagine condotta dai Carabinieri di Alessandria e Occimiano

Due 28enni e un 48 enne originarindella provincia di Salerno sono stati denunciati, al termine di un'indagine condotta dai carabinieri di Casale Monferrato e di Occimiano, con le accuse di rapina e truffa aggravata in danno di due ottantenni, uno dei quali residente a Lignana.

Il primo evento è avvenuto nel comune di Occimiano, dove un anziano ha ricevuto la telefonata di un sedicente “maresciallo dei carabinieri di Alessandria”, che l’ha convinto della necessità di effettuare un controllo sui gioielli custoditi in casa, spiegando all’80enne che era stata consumata una rapina in una gioielleria alessandrina e che un “avvocato” sarebbe passato a breve per verificare se il denaro e i monili fossero provento del furto. Una truffa, ovviamente, degenerata in rapina quando l'anziano, resosi conto del raggiro, ha tentato di recuperare i propri beni: ne è nata una colluttazione durante la quale l'uomo è stato spinto violentemente a terra dal malvivente, che è poi riuscito a darsi alla fuga. 

Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, i carabinieri di Occimiano hanno identificato il veicolo utilizzato per la fuga e l’hanno inserito nel sistema di ricerca nazionale, permettendo a una pattuglia della Polizia stradale di intercettarlo in autostrada, nei pressi di Modena. Durante la perquisizione, gli agenti, in contatto con i carabinieri, hanno trovato la refurtiva, che i malviventi avevano nascosto all’interno dei giubbini, modificati per realizzare tasche nascoste per eludere controlli superficiali.

L'analisi dei movimenti dei fermati ha poi permesso di collegare il gruppo a una seconda truffa consumata nello stesso arco temporale a Lignana: anche in questo caso un finto carabiniere aveva preannunciato alla donna l’arrivo di un “avvocato” incaricato di controllare gioielli e denaro. L’anziana, insospettitasi, aveva passato la comunicazione alla nipote, alla quale il finto “carabiniere” aveva consigliato di andare a sporgere denuncia in caserma perché la nonna era stata truffata. Per tenerla sotto controllo, le aveva chiesto il recapito cellulare e l’aveva richiamata, così da avere la sua posizione nella mezz’ora successiva, durante la quale la donna si era recata in auto dai carabinieri di Vercelli. Nel frattempo, approfittando della sua assenza, il finto “avvocato” si era presentato a casa della nonna e, una volta distratta l’anziana, aveva portato via oro e denaro.

redasz