In occasione del Giorno della Memoria, la Sezione ANPI “Anna Marengo” di Vercelli promuove la mostra documentaria
“PORRAJMOS – Altre tracce sul sentiero per Auschwitz”, dedicata alla persecuzione e allo sterminio di Rom e Sinti
perpetrati dal nazismo e dai suoi alleati durante la Seconda guerra mondiale. Una vicenda storica ancora poco conosciuta
e spesso rimossa, la cui mancata elaborazione contribuisce a mantenere vivi stereotipi e discriminazioni.
Il termine Porrajmos (“divoramento” nelle lingue romani) indica il genocidio di Rom e Sinti: il numero esatto delle vittime
non è definibile con certezza, ma la storiografia e le principali istituzioni della memoria indicano una forchetta che va da
almeno 250.000 fino a 500.000 persone uccise in Europa. Tra gli episodi più tragici, la notte tra il 2 e il 3 agosto 1944,
quando ad Auschwitz-Birkenau venne liquidato il cosiddetto “campo famiglia” dei rom: 2.897 uomini, donne e bambini
furono assassinati nelle camere a gas.
In alcuni Paesi europei la persecuzione assunse forme sistematiche: nel cosiddetto Stato Indipendente di Croazia, sotto il
regime ustascia, fu annientata quasi totalmente la comunità rom locale (circa 25.000 persone) e nel sistema
concentrazionario di Jasenovac morirono fra 15.000 e 20.000 Rom. Nella Romania di Antonescu furono deportati in
Transnistria circa 25–26.000 Rom; circa 11.000 morirono per fame, malattie e violenze. Anche in Italia, durante il fascismo,
Rom e Sinti subirono misure di controllo e internamento; nella fase 1943–45, in un contesto di guerra e occupazione, anche
Rom e Sinti italiani furono arrestati e deportati verso campi del Terzo Reich, con una ricostruzione numerica resa
complessa dalla documentazione frammentaria.
Ricordare il Porrajmos significa anche interrogarsi sulle discriminazioni che attraversano l’Europa contemporanea. Nel
contesto del conflitto in Kosovo e del dopoguerra (1999–2000), oltre 100.000 persone, in gran parte appartenenti alle
comunità Rom, vennero espulsi, spesso con l’uso della violenza.
In Italia, le politiche verso gli insediamenti rom sono state a lungo segnate da un’impostazione anche emergenziale, come
lo stato di emergenza del 21 maggio 2008 relativo agli insediamenti di comunità “nomadi” in Campania, Lazio e Lombardia.
Più recentemente, organismi del Consiglio d’Europa hanno richiamato l’attenzione su segregazione abitativa, condizioni
sub-standard e sgomberi legati ai “campi”, anche in relazione a procedure e decisioni nell’ambito della Carta Sociale
Europea.
Accanto alla mostra, è previsto un incontro pubblico con Chiara Nencioni: docente e giornalista, ha pubblicato saggi su
Shoah, Porrajmos e genocidi del Novecento. Nell’occasione verrà presentato il suo libro “Vittoriosi al fin liberi siam – Rom
e Sinti nella Resistenza italiana”, dedicato a una pagina poco nota ma fondamentale: la partecipazione di Rom e Sinti alla
lotta di Liberazione in Italia e in Europa.
La mostra è stata realizzata dell’Istituto di Cultura Sinta di Mantova.
INFORMAZIONI
Mostra: “PORRAJMOS – Altre tracce sul sentiero per Auschwitz”
Date: dal 21 gennaio all’8 febbraio 2026
Sede: Ex chiesa di San Pietro Martire, via Dante 93 – Vercelli
Apertura: sabato e domenica 10–13 / 16–19 e negli orari di apertura della sede ANPI (mar-ven 10-12, mer 17-19).
Incontro con l’autrice / presentazione del libro: sabato 24 gennaio 2026, ore 18
Scuole: visite anche al mattino su prenotazione (contatto: anpicittadino.vc@gmail.com)