Lutto nel mondo della cultura e della scuola. E' morto Alessandro Orsi, figura di riferimento della Valsesia per gli studi storici e per quelli legati alla Resistenza. Classe 1949, originario di Crevacuore, per oltre quarant’anni ha lavorato nel mondo della scuola prima come insegnante all'Ipsia di Borgosesia e poi, per 21 anni, come dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero Pastore di Varallo Sesia che, sotto la sua guida è diventato in pochi anni un’eccellenza a livello nazionale e internazionale. Al suo istituto aveva dedicato, trent'anni fa, “Splendid Park Hotel" un volume che ripercorreva la Belle Epoque valsesiana, con la nascita del turismo culturale e termale di inizio '900, partendo proprio dalle vicende dell'elegante albergo varallese che, poi, sarebbe diventato il nucleo storico dell'istituto Alberghiero. Un lavoro ripreso e ampliato, nel volume "La Belle Epoque in Valsesia", presentato a fine novembre 2025, pochi giorni prima che si manifestasse la malattia purtroppo risultata fatale.
Cultore della memoria storica, appassionato di ricerca, musica, montagna, tifosissimo del Borgosesia calcio, Orsi ha lavorato tutta la vita per diffondere conoscenza, educazione e senso civico. Carismatico, ironico, coltissimo, aperto al dialogo con tutte le componenti della società, aveva dedicato gli anni della pensione ad approfondire ricerche di interesse storico e contemporaneo confluite poi in diverse pubblicazioni.
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Sebbene non avesse mai accettato candidature, Orsi è stato considerato per anni un punto di riferimento, culturale e politico, per il centro sinistra valsesiano. Antifasciscista per formazione e storia familiare, aveva frequentato l'Università negli anni della contestazione e aveva sempre mantenuto un forte impegno sociale collaborando con numerose realtà diverse: negli anni duemila, insieme a un'associazione valsesiana, era stato impegnato per la costruzione di una scuola tra le montagne del Nepal; in tempi recenti aveva collaborato con realtà sociali e territoriali per l'inclusione dei disabili, e, sul fronte culturale, aveva tenuto viva la memoria degli anni della Reistenza come presidente della sezione Anpi di Borgosesia e collaborando con l'Istituto Storico di Borgosesia, città nella quale viveva con la moglie, Marisa Gardoni, anche lei conosciutissima insegnante e poi preside del Liceo Scientifico Ferrari.
Vastissimo e trasversale il lutto nel vercellese: «Una grande perdita per l'Anpi e per la Valsesia tutta», scrive il comitato provinciale dell'associazione. Tra i primi a espriremere le proprie condoglianze anche Francesco Pietransata, presidente dell'Unione Montana: «Il nostro territorio perde un pezzo importante della sua identità culturale».
Un ricordo carico di gratitudine arriva dal sindaco di Borgosesia, Fabrizio Bonaccio: «Uomo sorridente e travolgente, leader naturale, animato da generosità e competenza, Sandro Orsi nel suo ruolo di docente e preside ha portato modernità nell’Istituzione scolastica, dove ha formato generazioni di studenti sapendo trasmettere loro l’entusiasmo per lo studio e la professione unito al rispetto per la storia, per le istituzioni e per le persone, soprattutto quelle più indifese che ha sempre accolto e sostenuto con profonda umanità. Come presidente dell’Anpi e presidente di Agorà, la Consulta della Cultura del nostro Comune, è stato un grande testimone dei valori della democrazia, dell’antifascismo e dell’impegno civile. In qualità di storico e scrittore, ha contribuito alla storiografia locale con opere approfondite e articolate, che costituiscono un tassello importante per la memoria e l’identità del nostro territorio».