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Attualità | 08 febbraio 2024, 08:17

Piccoli bulli crescono: il 5% dei bambini vittima di prepotenze già alle scuole elementari

I dati relativi al Piemonte illustrati dalla Consigliera di Parità in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo.

Piccoli bulli crescono: il 5% dei bambini vittima di prepotenze già alle scuole elementari

Piccoli bulli crescono. Ma soprattutto iniziano a colpire sempre prima. In Piemonte già nelle scuole primarie il 5% degli alunni ha subito prepotenze da parte di compagni, il 5% ha preso parte a episodi di bullismo, il 4% ha subito prepotenze on line e il 3% ha commesso atti di cyber bullismo.

Percentuali che si alzano di circa due punti nelle scuole secondarie di primo grado mentre raddoppia al 6% il numero di chi ha commesso atti di cyberbullismo.

Diversa è la rilevazione tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado: secondo quanto rilevato attraverso dal Mim attraverso la "Piattaforma Elisa", il 28% dichiara di essere stato vittima di bullismo almeno una volta nei tre mesi precedenti la rilevazione; il 17% di aver agito con comportamenti bullismo verso un compagno o una compagna a causa del background etnico, 13%, per il proprio orientamento sessuale reale o presunto o per una disabilità, 8%.

Sono dati che sconcertano e impongono una riflessione quelli diffusi dalla consigliera di Parità, Lella Bassignana, in occasione della Giornata Internazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo.

«Le tipologie di violenza subite sono diverse tra i generi, a eccezione delle violenze psicologiche e verbali che colpiscono in egual misura maschi e femmine - spiega Bassignana -. Si configura come un fenomeno più maschile, invece, il bullismo; al contrario, il cyberbullismo sembra colpire di più le ragazze. Purtroppo - aggiunge - sono ancora spesso disattese le indicazioni della legge, solo un timido 14% degli studenti ha dichiarato la presenza nella propria scuola un metodo di segnalazione anonimo dei casi di bullismo, mentre sebbene la figura del docente referente per il contrasto del bullismo sia spesso presente, è poco conosciuto dagli alunni e in alcuni casi anche dai docenti».

A preoccupare è soprattutto il dato relativo alle scuole primarie: «Ci metteremo subito al lavoro per un intervento mirato su quest'ambito da concordare con i diversi comprensivi - aggiunge Bassignana -. Come sempre, il Nodo si muove lavorando soprattutto con gli insegnanti che possono fungere da moltiplicatore di effetti positivi dal momento che sono loro ad avere il maggior contatto con i ragazzi».

Nel Nodo, che collabora con la “Fondazione Carolina" per l'elaborazione e l'attuazione di programmi mirati, è coinvolta la Provincia: «Lo scorso anno - spiega il presidente, Davide Gilardino - abbiamo realizzato la Guida pratica contro il cyberbullismo che  vuole  essere un supporto per genitori ed educatori e abbiamo realizzato corsi di formazione per docenti. Come amministrazione provinciale e Nodo Antidiscriminazione siamo a disposizione per concordare azioni di promozione e sensibilizzazione su queste tematiche».

 

redaz

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