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Libri | 26 dicembre 2023, 22:00

Cinque libri da ricordare

Una top five 2023 di narrativa

Cinque libri da ricordare

Conversando con gli addetti alle quattro librerie esistenti a Vercelli – cui vanno aggiunte le molte cartolerie, le tradizionali edicole e i punti-vendita nei supermercati – poco prima del Natale è corsa all’acquisto, spesso dell’ultimo minuto. In effetti il libro è sempre un regalo duttile per sé e per gli altri: si trovano volumi per tutte le tasche e su ogni argomenti possibile e immaginabile, anche per chi non ha voglia o tempo di leggere. E poi, nelle librerie vercellesi, è possibile il cambio merce, anche perché non sempre sim riesce a individuare, a livello di autori e di titoli, il libro giusto da regalare. Consapevoli, quindi, che persino una categorie come quella dei giornalisti addetti alla cultura, non abbia la bacchetta magica per soddisfare i gusti di tutti i lettori, tanto vale preparare un a top five – la classifica dei cinque migliori libri – da consigliare soprattutto a chi vuole andare – nel settore ‘narrativa’ – oltre i volumi da alta classifica, per trovare invece qualità, originalità, singolarità.

Detto questo, possiamo analizzare caso per caso, sia pur brevissimamente, i libri della top ten, iniziando da un ‘classico’ Eleph. Un fatto molto intelligente (Adelphi) di Jean Stafford tradotto ed edito ora per la prima volta in Italia: si tratta di un libro natalizio, fra l’altro l’unico pere bambini redatto (nel 1962) dalla celebre narratrice statunitense (1915-1979) in cui il protagonista è appunto un felino nel pieno di una grossa nevicata a Manatthan il giorno e la notte della Vigilia.

Ancora animali sono i protagonisti della narrativa italiana in Sedici passeggiate con Kuma (Tetra) di Dario Voltolini, il quale, partendo dai bisogni di un cane di fare pipì, escogita un lungo racconto sul senso della vita, in cui la consueta ironia e l’altrettanto solida profondità dell’Autore arrivano a comporre un mosaico coloratissimo dell’attuale universale quotidianità.

Restando nella narrativa italiana, Sillabario all’incontrario (Terrarossa) di Ezio Sinigaglia è una sorta di diario/autobiografia che ribalta sia l’ordine alfabetico (dalla Z di Zoo alla A di Aldilà) sia le aspettative del lettore conducendolo nel proprio micro/macrocosmo di ricordi, libri e animali, mediante un ripensamento individuale e cosmopolita sulle relazioni con il mondo infantile, sui legami con la realtà circostante, sui rapporti con la famiglia e sulla gamma quasi in finita di modi sentimentali (amori, affetti, paure, sensi di colpa, eccetera).

Passando a un’antologia, Coloni dell’universo (Mondadori Urania) a cura di Franco Forte è una raccolta di racconti per la celeberrima collana fantascientifica, dove tredici autori italiani – tra cui il vercellese Franco Ricciardiello – si confrontano su un tema quasi topico di questa narrativa di genere, ovvero il colonizzare altri mondi e l’espandersi dell’essere umano oltre il sistema solare, alla perenne scoperta di inediti confini da superare sia per lo spazio vitale sia per un gusto avventuroso che resta una costante di molta letteratura occidentale (Omero, Dante, Ariosto, Verne).

Infine, pensando alla triade qualità, originalità, singolarità, il meglio di questa top five è espresso da Abstine substine (Pié di mosca) di Paola Silvia Dolci, la quale in poche raffinate pagine (anche tipograficamente parlando) esprime diverse ipotesi di racconto, perlopiù, come quasi sempre le accade, a sfondo autobiografico, spaziando dal ruolo del padre alla scomparsa di quest’ultimo, dai ‘normali’ eventi quotidiani alle avide letture dotte in un turbinio di sentimenti acuti, profondi, controversi, mutevoli: la scrittrice cremonese si attiene al motto latino del titolo stesso che, fedele al pensiero della stoicismo, esorta a sopportare i fatti della vita e a evitare tutto quello che è impossibile da modificare.

Guido Michelone

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