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Attualità | 17 marzo 2023, 17:51

Il giorno del Tricolore, dell'Inno e dell'orgoglio per i simboli italiani - FOTO

Cerimonia alla Caserma Scalise e al Teatro Civico.

Il giorno del Tricolore, dell'Inno e dell'orgoglio per i simboli italiani - FOTO

I film dedicati alle imprese del Risorgimento e l'alto prezzo pagato da chi, come Vercelli, fu protagonista delle vicende che portarono all'Unità d'Italia. Realtà e finzione scenica si confrontano nel corso delle celebrazioni per la Giornata dell'Unità Nazionale, della Costituzione e dell'Inno e della Bandiera, che si è svolta venerdì mattina tra la Caserma Scalise e il Teatro Civico.

Protagoniste le forze armate, le associazioni combattentistiche e d'Arma, le istituzioni e, soprattutto, gli studenti. Oltre ad affollare il Teatro di via Monte di Pietà, i ragazzi del Liceo Musicale Lagrangia hanno suonato e cantato l'Inno e il Va' Pensiero, e interpretato strumentalmente anche arie risorgimentali. Nel corso della cerimonia coordinata da Prefettura, Comune e Provincia, uno degli studenti si è poi incaricato di leggere il messaggio del Presidente della Repubblica.

«La celebrazione dei simboli della Nazione, tra i quali la bandiera e l’inno che abbiamo cantato insieme, sottolinea la nostra identità» ha detto il sindaco Andrea Corsaro. Nel suo intervento il primo cittadino ha letto le motivazione che il 21 ottobre del 1909 portarono Vercelli a ricevere la medaglia d’oro come benemerita del Risorgimento. «Il 2 maggio 1859 - ha ricordato - gli austriaci occuparono la città. Entrarono suonando "La Bela Gigogin" in segno di spregio verso le aspirazioni patriottiche, ma dopo 17 giorni dovettero ritirarsi perché l'allagamento della piana vercellese, attraverso l'apertura della rete dei canali irrigui, rese impossibile proseguire la marcia verso Torino. I danni economici per Vercelli e le sue campagne furono enormi».

Conoscere il passato, i simboli dell'identità nazionale, ricordare con orgoglio che «Il Piemonte ha ospitato la prima capitale d'Italia e che nel vercellese c'erano le radici di Cavour» è stato al centro dell'intervento del presidente della Provincia, Davide Gilardino: «Questa festa è soprattutto la festa di voi giovani che siete il futuro e che dovete battervi per poter vivere nella pace di cui noi abbiamo beneficiato grazie ai sacrifici di tante persone», ha detto.

Anche il prefetto Lucio Parente ha ricordato il ruolo dei giovani: «Mameli, che compose il nostro inno giovanissimo, fu ucciso a Roma per i suoi ideali. Pensiamo ai giovani che oggi combattono nel mondo per la libertà, non necessariamente con le armi, ma anche con gli strumenti del dissenso pacifico. Siamo loro vicini, dimostriamo loro la nostra solidarietà».

A chiudere è stata la relazione sul tema "Cinema e Risorgimento" a cura di Orazio Paggi, studioso e consigliere dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea del Biellese, Vercellese e Valsesia che ha parlato di alcune delle pellicole più importanti realizzate, per lo più nel '900, sui fatti del Risorgimento e mostrato interessanti spezzoni video.

redaz

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