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Attualità | 18 gennaio 2023, 10:07

Covevar: 200 fototrappole e 50 impianti di videosorveglianza per dire basta all'abbandono dei rifiuti

Il presidente Gilardino: «I dati dei primi tre mesi del nuovo appalto sono più che positivi. Non possiamo consentire che una minoranza di inadempienti vanifichi gli sforzi di tanti cittadini attenti all'ambiente».

Covevar: 200 fototrappole e 50 impianti di videosorveglianza per dire basta all'abbandono dei rifiuti

Giro di vite contro l'abbandono dei rifiuti lungo le strade e le aree di sosta del vercellese e della Valsesia. Con 200 fototrappole da mettere a disposizione dei sindaci, 24 impianti di videosorveglianza fissi per le aree di sosta attrezzate lungo le provinciali della Valsesia, la tangenziale di Vercelli e la Strada delle Grange e altre 25 che verranno sistemate a monitorare luoghi "sensibili" il Covevar avvia una massiccia operazione di controllo del territorio al fine di individuare e sanzionare gli "irriducibili" che rifiutano la raccolta differenziata e trasformano il territorio in una discarica a cielo aperto.

«Lo sforzo comune è di migliorare la qualità e ridurre i costi del servizio - attacca il presidente Davide Gilardino -. I dati relativi ai primi tre mesi del nuovo servizio sono più che positivi e registrano una riduzione del rifiuto indifferenziato del 30% rispetto allo stesso periodo del 2021. E' inammissibile che una minoranza della popolazione continui ad abbandonare i rifiuti».

Le zone che verranno sottoposte ai controlli da parte della Provincia sono quelle più volte finite al centro delle cronache per essere diventate delle vere e proprie discariche a cielo aperto: la zona dopo la Riseria di Larizzate, o il ponte sotto la A26 a BorgoVercelli o ancora l'omologo ponte a Prarolo tanto per fare qualche esempio.

Le fototrappole, invece, verranno messe a disposizione dei Comuni che ne faranno richiesta per il monitoraggio delle strade vicinali, comunali o delle zone boschive che siano diventate meta di abbandoni. «Verrà fatto un corso di formazione apposito per gli agenti di Polizia locale che dovranno poi gestire il sistema dei controlli», assicura il presidente Covevar.

Accanto alla tecnologia, il Consorzio mette in campo anche tre ispettori ambientali: due entreranno in servizio nel vercellese e uno in Valsesia per effettuare controlli, verificare le segnalazioni sugli abbandoni e collaborare con Comuni e ditte che si occupano della raccolta. «Nel frattempo - aggiunge Gilardino - tutti i sei Ecocentri consortili del territorio (Roccapietra, Gattinara, Santhià, Vercelli via Ara, Stroppiana e Trino) stanno ampliando orari di apertura e predisponendo i badge da consegnare agli utenti. «Stiamo facendo ogni sforzo possibile per andare incontro alle ditte e ai privati. Chi si ostina a non utilizzarli è veramente un delinquente ambientale», dice Gilardino.

Sebbene i dati siano ancora parziali, è incoraggiante rilevare che la riduzione della frazione indifferenziata va nel senso voluto al momento dell'ideazione del nuovo appalto. «Attualmente - spiega Gilardino - la quota che Covevar restituisce ai Comuni per la vendita dei materiali riciclabili è di circa 850mila euro l'anno. Una cifra destinata ad aumentare in modo significativo fosse solo per il fatto che il valore del vetro è passato da 12 a 85 euro la tonnellata e quindi prevediamo di avere 450mila euro di contributi Conai in più derivanti da questa frazione che potremo redistribuire pro quota ai Comuni». Una significativa dimostrazione del fatto che differenziare non solo fa bene all'ambiente ma aiuta anche a tenere sotto controlli i costi del servizio. E, visto il periodo, scusate se è poco. 

 

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