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Arte e Cultura | 22 novembre 2022, 09:11

Lo scrittore Marco Balzano ospite al Circolo Ricreativo

“Cosa c'entra la felicità": presentazione ale 17,30

Lo scrittore Marco Balzano ospite al Circolo Ricreativo

Felicità è una parola di cristallo, la più soggettiva del vocabolario. Cambia a seconda dei valori, delle condizioni di salute, delle idee, della fede, dell’età, del rapporto con il tempo e con la morte. Muta svariate volte nel corso della vita poiché a cambiare siamo prima di tutto noi con il nostro orizzonte di desiderio. Definirla, quindi, non è impresa da poco, ma può rivelarsi un’avventura avvincente.

Ci prova, nel pomeriggio di oggi, martedì 22 novembre, Marco Balzano, ospite del Circolo Ricreativo di Vercelli, presentando il suo libro "Cosa c'entra la felicità" (Feltrinelli). L'appuntamento, aperto a tutti, prende il via alle 17,30 e viene introdotto da Lara Giorcelli.

«Per me è uno stato di estasi, per te un momento di inconsapevolezza - si legge nella presentazione dell'incontro - Il luogo dove si trasforma di più è proprio la lingua, con i suoi labirinti etimologici perché le parole contengono immagini originarie, miniere di storie e di misteri, che nei sotterranei della nostra mente agiscono e danno forma ai pensieri e alle emozioni di ogni giorno».

Marco Balzano varca la soglia della felicità con le chiavi della lingua, o meglio di quattro. Sono quelle in cui la civiltà occidentale affonda le sue radici: il greco e il latino della tradizione classica, l’ebraico di quella giudaico-cristiana e infine l’inglese, lingua universale del nostro tempo. In ognuno di questi idiomi la parola felicità dischiude immagini e significati molto differenti che illuminano valori etici e morali, questioni politiche, atteggiamenti psicologici e, più genericamente, maniere di guardare alla vita e alla morte, al futuro e alla memoria, agli altri e a noi stessi. L’etimologia restituisce alle parole la loro complessità e, così facendo, ci mette in condizione di prenderci cura della lingua: per praticarla liberamente, evitarle il deterioramento a cui la sottopongono i social, la pubblicità o la propaganda, e proiettarla nel tempo. Capire da dove vengono e come sono arrivate a noi le parole ci mostra quanto influiscano sulla nostra vita e come ci plasmino. Al punto da poterci indicare nuovi modi di essere felici».

redaz

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