/ Arte e Cultura

Arte e Cultura | 15 novembre 2022, 14:00

Amori, rimpianti e delusioni

Nel libro di Ornella Spagnulo "Negativi di una relazione"

Amori, rimpianti e delusioni

La parola all'autrice

«Ho scritto questo romanzo perché un ragazzo che mi piaceva molto mi aveva proposto di frequentarci senza impegno e io gli avevo risposto di no. Ma dentro di me mi chiedevo che cosa sarebbe successo se gli avessi risposto sì. Nel libro, quel ragazzo è diventato Lorenzo, il musicista, e la protagonista (mio alter-ego) dopo avergli detto di no ci ripensa e risponde di sì, anche se continua a torturarsi con il ricordo del suo primo amore (nel libro, Michele). Il motore principale del libro è stata questa curiosità di conoscere meglio Lorenzo, unita alla voglia di vivermi il sentimento morboso che mi ha legato alla memoria del mio primo amore per molti anni» racconta Ornella Spagnolo del suo nuovo libro “Negativi di una relazione”, PortoSeguroEditore.

 

Incipit

(Sfogliamo ora le prime pagine del romanzo.)

Guardare nel mirino, inquadrare il soggetto, regolare l’apertura del diaframma e il tempo, mettere bene a fuoco. Osservo i visi di persone sconosciute per dimenticare il suo viso. Era un fotografo, e la fotografia era anche il suo passatempo. Collezionava centinaia di foto dei suoi amici dentro grandi scatole confuse, alcune le regalava; erano quasi tutte in bianco e nero.

Io non capivo niente di fotografia a sedici anni: non aveva nessun valore per me il ricordo a quell’età. Pensavo a vivere a modo mio, non a ricordare. L’ho studiata più avanti per fare il suo stesso mestiere, per diventare un po’ simile a lui. Avrei potuto tentare di avvicinarmi di nuovo, ma era più facile amare come lui misteriosi pezzi di carta lucida che raffiguravano un viso o un paesaggio, a colori o in bianco e nero. Ero troppo fragile per accettare l’ipotesi che avrei potuto ricevere un rifiuto e perderlo per sempre.

 

Qualche cenno sul libro
(… e un po' di trama)

Rossana, quasi trent’anni, è ormai una romana doc ma è cresciuta a Firenze. Di professione fotografa, il suo hobby è l’infelicità. Dopo aver attraversato l’anoressia in adolescenza, nel 1999 ha creduto di aver trovato un equilibrio grazie al suo primo amore, Michele, ma il suo istinto di autodistruzione lo ha allontanato. L’onnipresente ricordo di Michele la costringe in una situazione in cui nessun uomo sarà mai all’altezza, e anche l’incontro con un talentuoso pianista blues dovrà fare i conti con lui. Sarà un vecchio attore di teatro a farla riflettere, nel bene e nel male.

Il lettore si sente come teletrasportato nei luoghi in cui vive Rossana, descritti da Spagnulo con grande attenzione ai dettagli. La protagonista di Negativi di una relazione, con i suoi amori più o meno profondi e i suoi grandi rimpianti, si fa rappresentante della prima generazione di sognatori del nuovo millennio, puntualmente delusi dall’incontro con la realtà a cui siamo costretti.

 

La scrittrice

Ornella Spagnulo (1982), laureata in Critica e comparatistica alla Sapienza, ha seguito il master in scrittura creativa Luiss Writing School e nel 2017 è diventata dottoressa di ricerca in Italianistica all’università Tor Vergata. È autrice dei saggi Il reale meraviglioso di Isabel Allende ed E gli angeli sono distanti. Interviste su Alda Merini.

Nel 2019 ha curato per Einaudi una raccolta di poesie e racconti inediti di Alda Merini, Confusione di stelle, insieme a Riccardo Redivo.

Nel 2020 ha scritto il romanzo Maddalena bipolare, con cui ha vinto il premio della giuria Casentino, il premio della critica Montefiore, il premio della giuria Giovane Holden.

Ha pubblicato cinque raccolte di poesie, tra cui Situazioni surreali, vincitore nel 2021 del diploma di merito del concorso Alberoandronico.

Negativi di una relazione è il suo secondo romanzo.

 

Ancora una pagina del libro

Davanti a noi, sul tavolo tondo e basso in legno scuro c’era un disegno abbozzato dal figlio dello psicanalista. Mi chiedevo come lo educasse: divieti o libertà? L’appuntamento, una volta a settimana, poi due, non allentava molto i miei nervi però mi regalava coscienza e rassegnazione. Uscivo da quella porta come dopo una confessione in chiesa, un po’ più leggera, un po’ più speranzosa, ma sempre legata tra i miei problemi come in un laccio che stringe forte. Poi un giorno gli portai una lettera che avevo scritto per Michele. Volle che la leggessi io.

«È bellissima» disse. Per la prima volta lo vedevo esaltato per qualcosa: «Devi solo abbattere il muro!». Secondo lui, per Michele provavo un bel sentimento, ma il malessere mi aveva costretto a rinchiudermi in un guscio e ad alzare muri con tutte le persone, anche quelle a cui tenevo.

red. cultura

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore