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Spettacoli | 26 ottobre 2022, 20:05

Concerto in Duomo con un Maestro di fama mondiale

Venerdì 28, ore 21 - Da Bach a Mendelssohn: intervista a Luca Antoniotti

Il Maestro Antoniotti venerdì in concerto

Il Maestro Antoniotti venerdì in concerto

Il concerto finale della rassegna "Musica, un ponte tra canavese e vercellese" che si terrà venerdì 28 ottobre alle 21 presso il Duomo di Vercelli, vedrà protagonisti l'organo maggiore della Cattedrale, il Mascioni, e il Maestro Luca Antoniotti, organista di fama mondiale, vincitore del Premio Bach al Concorso Internazionale di Lipsia, unico italiano nella storia del concorso.

Luca Antoniotti è nato a Vercelli, ma è alicese di origine. Durante la sua lunga e prestigiosa carriera, all'attività concertistica svolta a livello internazionale, ai tanti concorsi dove si è aggiudicato i primi premi, alla direzione di diverse formazioni corali in Svizzera, ha affiancato da sempre l'attività didattica. Organista titolare e direttore dell'American Church di Ginevra, è stato docente titolare della cattedra d'Organo al Conservatorio di Cagliari, successivamente di quella dell'Università Cattolica di Oporto, e - rientrato in Italia-  ha insegnato nei conservatori di Udine, Cremona e Ferrara. Attualmente ricopre la cattedra di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica di Como.

La rassegna che andrà a concludersi venerdì sera, è stata promossa dall'Associazione Organistica del Canavese(AODC) presieduta da Domenico Salussolia, con il patrocinio della Provincia di Vercelli, dei comuni di Vercelli e di Alice Castello.

Il programma dell'ultima delle quattro date in cartellone (di cui due presso la Parrocchia di San Nicolao Vescovo di Alice Castello e le rimanenti presso la Cappella musicale della Cattedrale di Vercelli) è ricchissimo e tutto da scoprire, con capolavori noti e altri meno noti ai profani, ma tutti di straordinaria bellezza.

Ce ne parla il Maestro Antoniotti.

Maestro,  non si è affatto risparmiato con il programma, di quelli da far tremare le vene dei polsi. E sicuramente anche vibrare le corde dell'anima. Ha mai suonato l'organo maggiore della Cattedrale di Vercelli?

No, non avevo mai suonato su quest'organo, sto provando in questi giorni e mi soddisfa pienamente poichè lo ritengo uno strumento abbastanza "eclettico", posso fare un po' di tutto, allargandomi con il repertorio. E quando dico repertorio intendo sette secoli di musica, dal gotico sino a oggi.

Si comincia doverosamente con Bach. L'immenso compositore tedesco, al quale la Musica deve moltissimo, non fosse altro perché ha insegnato a vederla con occhi diversi.

La scelta di Antoniotti è caduta su quattro composizioni: "Preludio e fuga in mi minore BWV 548",  "Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 645", la "Canzona in re minore  BWV 588" per finire con la celeberrima "Toccata e fuga in re minore BWV 565", che scuoterà anche le mura della splendida Cattedrale.  Complici i film horror che l’hanno utilizzata in alcune scene (Dr. Jekyll e Mr. Hyde del 1931, 1962 Hammer Horror of The Phantom of the Opera nel 1962) o il celebre Fantasia di W. Disney.

Si prosegue con Mascagni e il suo "Intermezzo Sinfonico".

Un brano altrettanto celebre poiché è l'Intermezzo della Cavalleria Rusticana, l'originale è per orchestra ma qui lo propongo nella trascrizione per organo, che "suona" bene in egual misura. Nel programma ho poi inserito Louis Vierne e il suo "Epitaphe". Questo grande compositore francese, non vedente tra l'altro e assai sfortunato nella vita, è stato l'organista della Cattedrale di Notre-Dame dal 1900 al 1937, anno della sua morte avvenuta proprio alla consolle dell'organo, il monumentale Cavaillé-Coll: improvvisamente, alla fine di un concerto, crollò in avanti e rovinò a terra, premendo col piede il pedale del Mi basso. Perse conoscenza, mentre la nota rimbombava nella chiesa, e non si rialzò più... è un aneddoto curioso...

Lo citiamo volentieri a titolo scaramantico, lei non ci faccia scherzi (il Maestro ride di gusto). La scelta successiva è caduta su un contemporaneo di Vierne, Théodore Dubois.

Esattamente. Di Dubois, autore di una copiosa e sfarzosa produzione sacra (messe, cantate, oratori) che rimane tutt'oggi eseguita con una certa frequenza, proporrò una "Toccata" , un pezzo molto pirotecnico, con tante note, movimenti vivaci. E' un brano molto bello, conosciuto dalla nicchia degli organisti molto meno all'esterno. Spero che sarà apprezzato.

Ed eccoci al "Benedictus" di Max Reger...

Quando si pensa all'organo si pensa a Bach, ma non c'è solo Bach. Reger è un compositore che in poco più di vent'anni  ha prodotto una enorme quantità di opere , inclusa una vastissima quantità di musica per organo alcuni tra i più difficili e impegnativi della letteratura organistica, come la famosa "Fantasia e Fuga su Bach". La sua opera combina spesso le strutture classiche con l'armonia estesa di Wagner e Richard Strauss. Eseguirò un brano molto bello ed espressivo, dal titolo "Benedictus" che - essendo molto breve - ho inserito come intermezzo fra Dubois e il successivo di Mendelssohn, della durata di dieci / dodici minuti, per cui molto più impegnativo sia come esecuzione sia come ascolto.

Come anticipato dal protagonista della serata, la chiusura è affidata a Felix Mendelssohn con la "Sonata n.2 in do minore" .

 Fra i tanti meriti che gli sono stati riconosciuti, ricordiamo quello precipuo  di essere stato l'artefice della divulgazione presso un vasto pubblico di colui che è considerato fra i più grandi compositori della Storia della Musica (si, stiamo parlando proprio di "quel" Johann Sebastian Bach) dopo un secolo di sostanziale dimenticanza. La "riscoperta" avvenne  dopo l'esecuzione del 1829 della sua "Passione secondo Matteo" da parte dello stesso Mendelssohn a Berlino. 

 

Ma non solo...

All'incirca nel 1830 Mendelssohn portò in Inghilterra la cultura organistica tedesca - prosegue Antoniotti - uno stile totalmente innovativo per gli inglesi. Deve essere stata un'esperienza memorabile: il pubblico rimase letteralmente stupefatto di fronte al suo scatenato virtuosismo, qualità che gli inglesi non erano abituati ad associare a un organista. Da qui in poi molti organari britannici - fino a quel momento molto conservatori - iniziarono a costruire organi dalle caratteristiche in linea con gli strumenti più moderni del Continente europeo.  Durante i suoi sette soggiorni in Inghilterra ne diede uno a Londra alla presenza di una giovane regina Vittoria, sull'organo della “Christ Church”. Questa chiesa fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti tedeschi nel 1940, ma l'organo miracolosamente si salvò. Ho avuto l'onore di suonarlo un paio di anni fa - fu un'esperienza magnifica -  e su quello strumento  ci si sente pervadere dalla sonorità della musica di Mendelssohn.

 

Un'ultima domanda, una curiosità: come è nata la sua passione per la musica organistica?

Sinceramente non lo so. Posso dire che uno dei miei primi ricordi, non solo musicali ma in assoluto, è il suono dell'organo. Questa reminiscenza risale a quando mia nonna mi portava in Chiesa a Varazze dove trascorrevamo la stagione invernale. Avrò avuto tre anni, e durante la funzione non vedevo l'ora che il prete smettesse di parlare per poter ascoltare il suono dell'organo. Mi affascinava incredibilmente, non saprei dire esattamente il perchè. Amo moltissimo e suono anche il pianoforte, ma l'organo mi ha sedotto da sempre, in modo quasi trascendentale.

 

Appuntamento venerdì 28 ottobre alle 21 presso il Duomo di Vercelli. Ingresso libero.

Rita Francios

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