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Attualità | 21 ottobre 2022, 19:16

Accademia italiana della Cucina alla "tavola del contadino"- foto

Cena ecumenica per il sodalizio presieduto da Paola Bernascone Cappi

Accademia italiana della Cucina alla "tavola del contadino"- foto

Cena ecumenica per la delegazione di Vercelli dell’Accademia Italiana della Cucina: si è tenuta giovedì scorso al ristorante Archigusto di Crescentino.

«La cena ecumenica è una caratteristica esclusiva della nostra Accademia nella quale tutti gli accademici e tutte le delegazioni si trovano spiritualmente uniti in un’unica cena che si compie nello stesso giorno, in tutto il mondo e nell’arco di 24 ore – spiega la delegata vercellese Paola Bernascone Cappi -.Il tema della cena ecumenica viene individuato ogni anno dal “Centro Studi Franco Marenghi” e approvato dal Consiglio di Presidenza. Quest’anno era “La tavola del contadino. Il campo, il cortile, la stalla”, particolarmente congeniale alla nostra delegazione in quanto la cucina contadina, povera ma piena d’inventiva, è tradizionale per le nostre tavole. Il riso dei nostri campi cucinato in zuppa o risotto, le verdure e  i legumi, gli animali da cortile, il maiale sono i protagonisti di antiche ricette ancora diffuse, che dobbiamo conservare e difendere da contaminazioni pur adattandole ai gusti attuali. Importante è la qualità della materia prima e la garanzia della sua provenienza. Quello che era il Km 0 per necessità rappresenta, oggi, una pratica  ambita ed ecostenibile».

Il ristorante Archigusto di Crescentino ha interpretato questa tendenza elaborando per la cena ecumenica portate della tradizione rivisitate in chiave attuale: dalla panada, al tonno di gallina, alla cipolla ripiena cotta al forno, al risotto con salsiccia e barbera, agli agnolotti ripieni di coniglio arrosto, alla faraona, alla timballa, un dolce tipico locale con pere cotte nel vino. «Piatti che rappresentano al meglio il nostro territorio e che potrebbero confluire in un menù degustazione», commenta la presidente. Simposiarca della serata Luca Brusotto, componente del Centro Studi Franco Marenghi”: «L’idea che mi sono fatto, sentendo parlare i colleghi del Centro Studi è che ognuno di noi si rendeva conto di rappresentare una realtà sempre più ristretta e dettagliata, non un territorio quanto piuttosto il proprio paese, dei ricordi, delle tradizioni o delle ricette familiari. La cucina di una mamma, di una nonna, qualcosa di domestico. Questo significa due cose: che se scavi a fondo, tutti, abbiamo origini contadine e che, ovunque tu andrai, anche spostandoti di pochi chilometri, troverai un mondo diverso», dice. 

Nel corso della cena ecumenica ha fatto il suo ingresso nella delegazione di Vercelli il nuovo accademico Massimo Calliera. Ospite il sindaco di Crescentino Vittorio Ferrero.

c.s.

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