/ Politica

Politica | 14 settembre 2022, 22:30

Bersani (a Vercelli): «Se mettete la croce alla Meloni poi... dovrete portare voi la croce»

Quando dice «non sono candidato» viene interrotto: «Male, dovevi». - GALLERIA FOTOGRAFICA.

Bersani (a Vercelli): «Se mettete la croce alla Meloni poi... dovrete portare voi la croce»

Quando esordisce dicendo «Non sono candidato» viene subito interrotto da un brusio e da qualcuno che urla «male».

«Ho settant'anni, devo fare altro, ma sono qui per dare una mano a questa lista» dice Pierluigi Bersani.

(Sembra quasi voler dire: ho fronteggiato Berlusconi e Renzi, stavolta non sono io quello che dovrà vedersela con la Meloni, ma una mano la do...)

Al bar Cavour, di gente ad ascoltarlo un bel po' di gente - di Vercelli e dei paesi vicini - c'è. Ci sono ex amministratori, ex dirigenti e dirigenti del Pd. C'è, insomma, quella sinistra che si riconosce nel cartello Pd, ex partito di Bersani, con + Europa, con Verdi e Sinistra italiana, e Impegno civico di De Maio.

Accanto all'esponente di Articolo Uno, la segretario cittadina del Pd, Patrizia Jorio Marco, che lo presenta, e la candidata vercellese alla Camera, Maria Moccia.

«La destra ha due vantaggi» dice con la sua parlata emiliana.

«Il primo punto a loro favore sta nel fatto che dopo essersi insultati per anni adesso, in quattro e quattr'otto, hanno fatto una bella ammucchiata in funzione elettorale; e dico ammucchiata a ragion veduta: mi direte mica che si sono uniti?»

Secondo punto a vantaggio della destra è un gioco di parole: «Tanta gente dice: ma sì, proviamo a votare la Meloni, ne abbiamo provate tante... A questa gente dico: Occhio a dove mettete la croce, perché la croce sarete poi voi a portarla».

«Ma adesso basta a parlare di loro, occorre una nuovo progetto politico di una sinistra che governi – dice – che tenga ben presente che l'eccesso di diseguaglianza è una zavorra per l'economia e per la democrazia. Vorrei essere chiaro: se c'è qualcuno che non mangia significa che stiamo male tutti».

«E non dobbiamo dimenticare – prosegue Bersani – la centralità del lavoro, che è il presidio della democrazia. Quando rapirono Moro la gente si riversò nelle piazze grazie ai sindacati e non ai partiti».

E alle proposte di tassazione della destra «dobbiamo rispondere proponendo un sistema fiscale progressivo come avviene in Germania».

Tema ambiente. Va affrontato, dice Bersani, certo, ma senza mai dimenticare l'aspetto sociale. «Facile dire puntiamo tutto sull'elettrico, ma se c'è gente che ha una macchina vecchia di 25 anni vuol dire che non può permettersene una nuova. Va tutto riprogettato».

Caro bollette.

«Dobbiamo mica imitare il primo ministro ungherese Orban che va a trattare con Putin? Si tratta di mettere un tetto sul prezzo del gas e dire basta a questa “borsetta” di Amsterdam» (tutti i partiti dicono così, adesso - ndr)

Ancora una stoccata, al termine.

«La Meloni ha sempre rifiutato il 25 aprile. Ma se dovesse vincere, non dovrà forse giurare sulla Costituzione che è nata, o sbaglio, dalla lotta partigiana e dal 25 aprile?».

Applausi e strette di mano, alla fine.

rb

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore