Santhiatese - 09 settembre 2022, 19:26

La sete del Po

Santhià. Due cicloturisti per caso, alla scoperta dei 600 km della ciclovia Vento da Torino al Polesine, per raccontare la carenza idrica del bacino fluviale e reperire fondi.

La sete del Po

Santhià – “Un Po di sete”: è questo il nome del progetto solidale di condivisione ideato dai santhiatesi Pier Luigi Cane e Luigi Zai (Pier e Gigi per gli amici), che durante un pranzo con una delegazione capoverdiana in visita in Italia, hanno partorito l'idea di percorrere i 600 kg della ciclovia Vento che va da Torino alla punta estrema del Polesine per dar vita ad una sorta di reportage sulla situazione di carenza idrica del bacino fluviale e per reperire fondi.

Sullo sfondo di questa iniziativa c’è l'immensa sete di cui è afflitto il mondo intero, a cui non si sottrae l'Italia con il suo grande fiume quasi in secca. Al centro dell’iniziativa due obiettivi: il desiderio di conoscere e di far conoscere incontrando e raccogliendo storie, insieme alla volontà di raccogliere fondi per aiutare l'apicoltura e promuovere il progetto degli orti in Africa di Slow Food a Santa Cruz di Capo Verde, in preda ad una siccità molto più devastante di quella italiana. Pier e Gigi sono infatti membri dell'associazione no profit santhiatese denominata “Il Vercellese... verso Santa Cruz” che ha alle spalle oltre un decennio di attività solidali a Capoverde, isola di Santiago, afflitta da una crescente povertà.

“Grazie a elargizioni liberali, all'aggiudicazione di un bando della Chiesa Valdese e alla collaborazione con la Camara Municipal di Santa Cruz e ministeri di Capo Verde, sono stati istituiti corsi di formazione e consegnati aiuti di vario genere – spiegano – ma il fiore all'occhiello è stata la creazione di una cooperativa che ha dato vita ad un'attività di apicoltura razionale efficiente, grazie anche alla collaborazione di apicoltori italiani”. L’impresa che i due cicloturisti hanno organizzato, sarà autofinanziata e verrà compiuta in 9 giorni, con la previsione di un nutrito programma di incontri lungo il percorso per toccare con mano la situazione della siccità: il tutto verrà documentato sui social con immagini, commenti e interviste.

“La sete del Po” ha attirato l'attenzione della sezione vercellese di Slow Food che ha concesso il proprio sostegno, sia promuovendo incontri conviviali in accordo con altre condotte, sia con altri utili supporti.E avrà come testimonial l'Azienda Agricola Ideariso soc. agr. s.r.l. di Vercelli che farà riscoprire la varietà ecologica di riso Gigante Vercelli (presidio Slow Food), nonché altri enti e imprese che vorranno unirsi all'iniziativa.

I due cicloturisti partiranno il 25 settembre dal Monte dei Cappuccini di Torino, luogo in cui riposano le spoglie del Santo Ignazio da Santhià, considerato che l’associazione ha sede a Santhià e che i Cappuccini sono attivi a Capo Verde. Dopo una visita allo storico Circolo Canottieri Esperia, e a Terra Madre al Parco Dora, Pier e Gigi raggiungeranno la prima tappa dopo circa 70 km, a Palazzolo Vercellese. Le tappe successive sono fissate a S. Nazzaro de' Burgondi, poi, toccando Pavia, raggiungeranno Piacenza. Le successive tappe sono previste a Cremona, Brescello, Governolo, Ferrara, Porto Viro, Santa Giulia di Porto Tolle. Durante il percorso incontreranno rappresentanti di imprese agricole, associazioni, amministrazioni locali, apicoltori, gente comune per ascoltarli e raccogliere storie sul problema dell’emergenza idrica.

Anita Santhià

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