/ Economia

Economia | 09 agosto 2022, 07:00

Implantologia a carico immediato, tutto ciò che c’è da sapere

Info utili sulle tecniche di implantologia a carico immediato.

Implantologia a carico immediato, tutto ciò che c’è da sapere

Una pratica odontoiatrica sempre più diffusa. L’implantologia a carico immediato permette a chi vi si sottopone di sfoggiare un sorriso smagliante in pochissime ore, sopperendo alla mancanza di denti in pochissimo tempo, 6/8 ore. Viene consigliata a tutti quei pazienti che intendono, per i motivi più disparati, ma generalmente per esigenze estetiche, tornare a sorridere subito dopo aver posizionato un impianto.

Quest’ultimo non è altro che una protesi fissa costituita da una piccola vite. Essa, mima l’azione della radice di un dente naturale, venendo piazzata una volta questo sia andato perso, a prescindere dalla ragione per la quale ci si rivolga ad un servizio di implantologia. Si tratta di una soluzione innovativa, resa possibile dagli studi attenti del medico e dai risultati da essi scaturiti.

Attraverso l’installazione di una protesi provvisoria da posizionare sugli impianti entro 6 ore dall’intervento, i pazienti potranno sfruttare il proprio impianto dentale alla perfezione senza incorrere in alcuna problematica di sorta. In questa guida vedremo cos’è, come funziona e quali vantaggi l’implantologia a carico immediato reca ai pazienti.

Info utili sulle tecniche di implantologia a carico immediato

Iniziamo la nostra guida alla scoperta dell’implantologia a carico immediato chiarendo che, in linea di massima, tutti i pazienti hanno la possibilità di sottoporsi a questa tecnica odontoiatrica. Al fine di verificare se il supporto osseo sia adeguato alla tecnica, dunque, occorrerà sottoporsi ad alcuni esami di radiologia che renderanno possibile la valutazione dello spessore e della densità delle ossa adibite ad ospitare le protesi.

La panoramica e la TC Cone Beam sono le indagini più utilizzate per questo tipo di accertamenti. Esse permettono valutazioni generali delle condizioni del paziente, grazie ad immagini di qualità e, eventualmente, modelli 3D nel caso della TC. Un supporto osseo non adeguato, comunque, è un ostacolo risolvibile all’implantologia a carico immediato o, comunque, alle tecniche di implantologia in linea generale.

In caso di diagnostica delle anomalie che citeremo di seguito, bisognerà informare tempestivamente il proprio medico dentista. Trattandosi di un intervento chirurgico in tutto e per tutto, l’implantologia nei soggetti cardiopatici, ipertesi o pazienti soggetti a patologie diabetiche è necessario rispettare protocolli specifici adattati caso per caso. Solo il medico dentista potrà studiare e indicare al paziente, a seguito di un’attenta valutazione, quale sia il percorso più adatto alla propria situazione clinica. 

Anche nell’ ipotesi che si avessero problemi di coagulazione relativi a livelli di piastrine nel sangue troppo bassi rispetto al normale o in caso di patologie legate alla capacità dell’organismo di arrestare i sanguinamenti, prima di procedere all’intervento di implantologia sarà necessario analizzare quale sia il protocollo più adatto al paziente e al suo caso specifico.

Come funziona l’intervento

Prima dell’operazione, il medico dentista fisserà degli appuntamenti per costruire la protesi provvisoria che sarà posizionata entro 6 ore dall’intervento. Esso avviene sotto anestesia, locale addormentando solo la zona in oggetto con farmaci appositi, lasciando il paziente sveglio o mediante sedazione cosciente, che permette al paziente di finire in uno stato di completo relax mentre viene sottoposto all’intervento senza provare ansie di sorta.

L’odontoiatra procederà, poi, all’inserimento degli impianti nelle zone designate a seguito degli esami radiologici. A fine intervento, il medico dentista valuterà la stabilità delle installazioni. Ovviamente, l’odontoiatra eseguirà i dovuti accertamenti prima di dichiarare che l’operazione sia avvenuta con successo e che l’impianto funzioni propriamente. Dopo l’intervento, il medico effettuerà dei calchi delle arcate dentarie del paziente che andrà a sovrapporre alla protesi provvisoria al fine di lavorarla e, successivamente, installarla sugli impianti.

Richy Garino

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore