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Attualità | 28 giugno 2022, 08:36

«Siccità e temporali violenti: per l'agricoltura i danni aumentano»

Coldiretti:«Po e lago Maggiore ai minimi e la tromba d'aria su Trino ha distrutto le coltivazioni di mais»

«Siccità e temporali violenti: per l'agricoltura i danni aumentano»

Il livello del Po è a -3,4 metri rispetto allo zero idrometrico, oltre mezzo metro più basso che a Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali. E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio di Coldiretti sulla preoccupante situazione del fiume al Ponte della Becca (Pavia) evidenziata anche dai satelliti Esa, con la portata che è scesa sino all'80% in meno. 

Ma anche i lago Maggiore è in sofferenza con un grado di riempimento del 22,7%. E in diversi Comuni sono già state emanate ordinanze per l’uso consapevole dell’acqua e si è disposto il razionamento notturno in varie zone del Piemonte.

Non solo: i violenti temporali che si abbattono con cadenza ormai ciclica sul territorio non solo non aiutano a fronteggiare la siccità, ma anzi peggiorano ulteriormente la situazione, creando ulteriori danni.

«Il maltempo dei giorni scorsi non ha cambiato la situazione, anzi ha aggravato la stima dei danni – spiegano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani -  A Trino il maltempo ha provocato danni alle colture, in particolare la tromba d’aria ha distrutto le coltivazioni di mais e ha allagato le risaie con il rischio che il raccolto del riso vada perso. L’allerta è per oggi, 28 giugno, per tutto il nord con addirittura alluvioni lampo: ulteriore evidenza di come i cambiamenti climatici siano sempre più repentini con una evidente tendenza alla tropicalizzazione, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo. A fronte di questa situazione e degli oltre 900 milioni di euro già stimati in Piemonte a causa della siccità, l’esigenza è quella di accelerare sulla realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiché solo in questo modo riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie».

redaz

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