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Cronaca | 23 giugno 2022, 20:11

Truffe e i furti ai danni di anziani preti: condanne a quasi 20 anni

Si chiude con la condanna di cinque persone il processo di primo grado seguito all'inchiesta "Angeli e demoni"

Truffe e i furti ai danni di anziani preti: condanne a quasi 20 anni

Si è chiuso con condanne complessive a poco meno di vent'anni il processo per i furti, le truffe e le ricettazioni ai danni di anziani sacerdoti, nato dall'inchiesta "Angeli e Demoni" condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Vercelli tra il 2019 e il 2020.

Nel pomeriggio di giovedì il giudice Vincenzo Del Prete ha condannato tutti gli imputati a pene variabili tra i 5 anni e gli 8 mesi e i due anni e 8 mesi di carcere, stabilendo condanne superiori a quanto chiesto dalla Procura in sede di requisitoria. Le pene più severe riguardano Luigi Manzato, 5 anni e 8 mesi oltre a 4000 euro di multa, e per la sua compagna Lidia Atteritano, 4 anni 6 mesi e 2500 euro di multa. Tre anni e sei mesi è la condanna per Massimo Minandri, condannato a pagare 1200 euro di multa e a versare alla parte civile costituita, un anziano sacerdote, 11mila 250 euro di provvisionale.  Per Angelo Pizzone la condanna è stata di tre anni con una multa di mille euro. Due anni e 8 mesi, infine, per Salvatore Battaglia per il quale l'accusa aveva chiesto l'assoluzione.

L'indagine, battezzata "Angeli e Demoni" era stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura messa in allerta da alcune conversazioni captate tra Manzato, sotto sorveglianza per un'altra indagine, e gli altri indagati. Dai controlli era emerso che gli anziani sacerdoti finiti nel mirino degli imputati, non si erano accorti della sottrazione dei libretti degli assegni, attraverso i quali, successivamente, erano stati poi effettuati prelievi di denaro dai conti correnti delle vittime. A un anziano sacerdote del casalese erano stati sottratti due orologi preziosi ma l'attività truffaldina si era spinta anche nel cuneese e nel biellese. Al termine dell'inchiesta erano state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare e altre cinque persone erano state denunciate.

In aula, alcuni degli imputati hanno rilasciato spontanee dichiarazioni per ribadire la propria estraneità alle accuse contestate e i loro legali hanno più volte chiesto che fossero disposte perizie calligrafiche sugli assegni finiti nel faldone dell'indagine. Tra 90 giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza poi arriverà lo scontato Appello.

 

redaz

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