Attualità - 17 giugno 2022, 11:20

Laurearsi all'Upo conviene: si lavora prima e si guadagna meglio

I dati dell'analisi annuale del Consorzio Almalaurea

Laurearsi all'Upo conviene: si lavora prima e si guadagna meglio

Il XXIV Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani di AlmaLaurea conferma le buone performance, quasi sempre sopra la media nazionale, dei laureati UPO. Nel 2021 sono stati coinvolti nell’indagine 2.383 ex studenti. I dati rilevati dal Consorzio confermano le performance positive registrate negli ultimi anni: l’età media alla laurea è 25,6 anni, pressoché in linea con la media nazionale di 25,7. Il 67% (media italiana 60,9%) dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 62,9% tra i triennali (contro il 60,1%) e l’84,4% tra i magistrali biennali (contro il 67%). Il voto medio di laurea è 101,4 su 110, inferiore alla media nazionale del 103,5. Il 71,6% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi e anche questo è un dato nettamente superiore alla media nazionale del 57,1%; dato confermato osservando sia i dati dei laureati di primo livello (73,2% contro il 56%) sia dei magistrali (62,9% contro il 60,2%), sia tra i laureati magistrali a ciclo unico (79,8% contro il 52,1%).

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti. Il 91,5% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’87% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, il 91,1% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, il 92,2% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 71,9% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato 3.183 laureati UPO. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2020 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2016 e intervistati dopo cinque anni.

Per quanto riguarda i laureati triennali contattati a un anno dal conseguimento del titolo, il 54% decide di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello. Indagando la quota rimanente (46%), il tasso di occupazione è dell’85,8% a fronte di una media nazionale del 74,5%, la retribuzione media è di 1.520 Euro (rispetto alla media nazionale di 1.340 Euro) e il 74% valuta efficace o molto efficace il titolo conseguito (contro il 60,6%). Tra i laureati di secondo livello del 2020 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’81,9% (media italiana 74,6%), la retribuzione media è di 1.582 Euro (media nazionale 1.407 Euro), il lavoro part-time coinvolge il 14,5% dei laureati (contro il 17,5%), la laurea è giudicata efficace o molto efficace dal 69,4% (contro il 66,3%).

Non cambia di molto la fotografia dei laureati di secondo livello del 2016, intervistati a 5 anni dal conseguimento del titolo. Il tasso di occupazione è pari all’88,4% (media italiana 88,5%), la retribuzione media è di 1.629 Euro (media nazionale 1.635 Euro), il lavoro part-time coinvolge il 5,3% dei laureati (contro l’8,2%), la laurea è giudicata efficace o molto efficace dal 75,7% (contro il 69,5%).

La professoressa Chiara Morelli, delegata del Rettore per Orientamento, Job Placement, Almalaurea e Stage post-laurea ha commentato con soddisfazione i dati emersi dal Rapporto: «Siamo molto soddisfatti di rilevare che, anche quest’anno, AlmaLaurea certifica la soddisfazione dei nostri studenti, la regolarità nel loro percorso di studi e il loro rapido inserimento nel mondo del lavoro. I risultati confermano la costante attenzione che il nostro Ateneo pone alla preparazione degli studenti, al loro inserimento nel mercato del lavoro e alla loro carriera professionale tramite un’attenta pianificazione dell’offerta formativa e un accorto orientamento in entrata, in itinere e in uscita».

Registrare un tasso di crescita (+ 8%) del numero di immatricolati a fronte di un calo a livello nazionale del 5,2% e, come certificato da Almalaurea, avere il 67% dei laureati che termina il percorso universitario in corso, rispetto alla media italiana del 60,9%, premia quest’attenzione.

«Per quanto riguarda la condizione occupazionale - prosegue - i dati sicuramente lusinghieri riconoscono il lavoro fatto in questi anni per accompagnare i nostri studenti nel mercato del lavoro. Tra le diverse iniziative si ricorda il Career Day, una giornata dedicata alla presentazione dei nostri studenti e dei nostri laureati alle più significative realtà aziendali, i tirocini formativi, le testimonianze aziendali, i contest (progetti che le aziende sottopongono ai nostri studenti e che vedono la loro partecipazione attiva in gruppi di lavoro) e i seminari organizzati per preparare gli studenti al mondo del lavoro».

«Il risultato positivo - concludono dall'Università - va ascritto al territorio sul quale insiste l’Università del Piemonte Orientale. Un territorio che fortemente crede al progetto formativo del nostro Ateneo e riconosce la qualità dei nostri laureati. Un dovuto ringraziamento va, pertanto, a tutte le realtà del territorio, scuole, enti, istituzioni e imprese».

redaz

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