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Politica | 07 giugno 2022, 16:51

«Nel 2016 il Comune non partecipò al bando: per questo Vercelli non riceve i fondi per i senza tetto»

Interrogazione del Pd. La replica dell'amministrazione comunale

«Nel 2016 il Comune non partecipò al bando: per questo Vercelli non riceve i fondi per i senza tetto»

«Vercelli non riceverà fondi per il sostegno alle persone senza fissa dimora perché, nel 2016, l'allora amministrazione comunale non aderì al relativo bando regionale, perdendo così l'occasione per accedere al denaro che lo Stato e la Regione avevano messo a disposizione del vercellese. Oggi, quelle risorse vengono ripartite tra gli ambiti territoriali che invece parteciparono al bando regionale non competitivo». Arriva a stretto giro la replica del sindaco Andrea Corsaro e del consigliere regionale Alessandro Stecco all'interrogazione presentata in mattinata dal Pd, con la quale si chiede conto del mancato inserimento della città tra i centri beneficiari di 72mila euro da destinare alle povertà estreme e, in particolare, ai senza tetto.

«Sorprende che quest'interrogazione arrivi proprio dal Pd che, all'epoca, era alla guida della città e che dunque dovrebbe essere a conoscenza di tutta la vicenda», commenta a caldo il sindaco.

Un concetto ripreso anche dal consigliere regionale della Lega che, in una nota, aggiunge : «Credo sia sbagliato, da parte del Pd, coinvolgere l’attuale sindaco nella polemica, presentando un’interrogazione che dovrebbe essere piuttosto rivolta a loro stessi».

I contorni della polemica politica di giornata risalgono al 2016 quando la Regione, con la delibera del 21 novembre, approvò l'“avviso di presentazione di proposte di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora da finanziare a valere sul Fondo Sociale Europeo Inclusione e sul Fondo Aiuti Europei agli Indigenti. Individuazione degli Ambiti Territoriali e dei relativi capofila destinatari delle proposte di intervento e dei criteri di ripartizione delle risorse".

Con quel documento, per consentire a tutti i centri piemontesi di accedere a una quota parte degli stanziamenti che lo Stato aveva assegnato al Piemonte, la Regione creava sette ambiti omogenei, all'interno dei quali i Comuni capoluogo avevano il ruolo di capofila per la presentazione dei progetti occorrenti ad accedere ai fondi. Il bando non aveva carattere competitivo, poiché la Regione aveva stabilito a priori i criteri di ripartizione dei fondi tra tutti gli enti che avrebbero risposto all'avviso. Occorreva però presentare un progetto.

Nell'atto regionale Vercelli era indicata come capofila tra i consorzi Casa, Cisas, la Comunità Montana e la convenzione socio-assistenziale propria.

L'atto regionale successivo, a proposito di quel bando, è relativo al pagamento di parte del dovuto agli ambiti territoriali che avevano per capofila i Comuni di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Novara e che avevano poi attuato parte degli interventi progettati; Vercelli e Verbania scompaiono invece dai radar (mentre Torino, in qualità di Città metropolitana, aveva accesso ai fondi attraverso un canale diverso). 

«Dopo un colloquio con l’assessore Politi e i suoi uffici - aggiunge Stecco - è emerso che è stata la giunta precedente, proprio a guida Pd, a non aver partecipato al bando del 2016 inerente i fondi per i senza fissa dimora». 

A distanza di qualche anno da quel primo riparto, i fondi rimanenti vengono ora suddivisi in parti uguali tra chi partecipò. Vercelli e Verbania tornano a restare a bocca asciutta.

«L'interrogazione del Pd - commenta il presidente della commissione regionale Sanità, Alessandro Stecco - apre la strada alla riflessione su un'occasione di finanziamento purtroppo non colta dalla precedente amministrazione».

Sul tema delle povertà estreme, però, Stecco anticipa che ci saranno presto novità positive per Vercelli, «grazie ad alcune misure alle quali l'attuale amministrazione è riuscita ad accedere».

redaz

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