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Arte e Cultura | 26 aprile 2022, 16:24

Nasce Leo, tutto il museo Leone a portata di App

Uno strumento per vivere le collezioni, scoprire le opere, trovare le informazioni utili

Nasce Leo, tutto il museo Leone a portata di App

Si chiama Leo ed è la app ufficiale del Museo Leone che consente non solo conoscere in modo più approfondito ma addirittura “ascoltare” le opere della collezione di Camillo Leone e poter interagire con loro. Pensata per guidare il pubblico prima, durante e dopo la visita, nasce da un progetto iniziato nel 2020 ai tempi del lockdown, quando il Museo si è visto costretto a rinunciare alle schede che, a disposizione dei visitatori in ogni sala, aiutavano a riconoscere opere e reperti nelle vetrine e fornivano informazioni in merito, ma che, vista la necessità di un continuo contatto con le mani di più persone, non erano più rispondenti alle nuove norme. 

Dalla collaborazione tra il Museo Leone e la società Heritage è così nato uno strumento di semplice utilizzo, che potesse essere utilizzato dal telefono o altro dispositivo mobile personale, ma in grado allo stesso tempo di accompagnare in un percorso di visita innovativo ed emozionante alla scoperta delle vicende, dei personaggi e delle opere che hanno fatto la storia del Museo. Il progetto ha poi trovato il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, risultando vincitore del Bando "Luoghi della Cultura 2020". Sono sponsor del progetto anche: Fondazione CRT, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Città di Vercelli, ANDI Vercelli.   

«Il risultato - spiegano dal museo - ora alla prova del pubblico dopo due anni di ricerca e revisione scientifica, di realizzazione tecnica e informatica, è quello di una applicazione che permetterà di scegliere tra due differenti opzioni di visita: con la Story Experience si potrà vivere un’esperienza innovativa, in un percorso “breve”, seguendo una narrazione immersiva a tappe successive, durante la quale saremo accompagnati da Raimondo, abitante della campagna vercellese che ricorda quando da bambino fu condotto dal padre in Museo nei giorni seguenti l’inaugurazione del 1939 e la visita di Mussolini a Vercelli e da Sabina, la cuoca di Leone, di cui lo stesso monsù Camillo racconta nelle sue Memorie. Con la Guida Interattiva, invece, si potrà fare un’esperienza di visita più tradizionale, in un percorso “lungo” che si articola in tutti gli spazi espositivi e per ciascuno presenta contenuti di approfondimento».

Un terzo livello è costituito dalle installazioni con le quali la app permetterà al pubblico di interagire in prima persona lungo il percorso di visita: le sale di Casa Alciati, soprattutto quelle al primo piano, non a tutti accessibili, con il loro ciclo di pitture del primo Cinquecento, la stele bilingue latino – celtica, testimone dell’incontro tra il mondo romano e quello dei Galli, la lastra tombale che racconta l’avventura del cavaliere Jean de Soisy, crociato misteriosamente morto a Vercelli nel Duecento e il prezioso scrigno del cardinale Guala Bicchieri, unico superstite del suo tesoro ancora custodito a Vercelli, che svelerà il suo contenuto. 

La app offre una serie di contenuti informativi sulla storia e le collezioni museali, oltre a indicazioni utili su orari, biglietti, come raggiungere il Museo e una sezione con le news su eventi e iniziative: è scaricabile fin da ora dal Play Store di Google o dall'App Store di Apple, semplicemente digitando "Museo Leone".    

Il progetto è stato coordinato da Luca Brusotto, conservatore del Museo Leone, coadiuvato per i contenuti scientifici dallo staff del Museo composto da Federica Bertoni, Francesca Rebajoli e Riccardo Rossi. La progettazione e la realizzazione tecnica sono frutto del lavoro di Heritage; scrittura creativa e storytelling sono a cura di Gabriele Rocchietta, mentre le voci sono di Gaetano Lizzio, Federico Melis, Flaminia Fegarotti e Daria Esposito, per la produzione audio realizzata da Studio Colosseo.

Il progetto proseguirà ora attraverso una fase di testing. Mentre tutti i visitatori, e non solo, saranno comunque invitati a scaricare ed utilizzare la app per la visita o anche solo per entrare in contatto con il Museo, alcuni gruppi di utenti sono stati individuati per testarla attraverso visite mirate e dedicate, seguite personalmente dallo staff museale. Tra questi: scuole di primo e di secondo grado del territorio e non, Associazione degli Amici dei Musei, il gruppo Giovani del FAI di Vercelli, ANDI Vercelli, i volontari del Servizio Civile, gli staff Museali della rete MUVV, Associazione Crescere. A tutti sarà richiesta la compilazione di un questionario appositamente preparato, mentre per i soli gruppi di testing è prevista anche la richiesta di un riscontro più approfondito allo scopo di valutare punti forti o eventuali criticità. Nel mese di giugno, infine, una giornata di presentazione, costituirà il lancio ufficiale dell’applicazione e presenterà al pubblico e soprattutto agli sponsor i primi risultati del progetto.

redaz

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