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Attualità | 16 marzo 2022, 16:00

"Se vuoi la pace prepara la pace "

Invece di adoperarsi strenuamente per un negoziato e mediazioni ci espongono ad un allargamento del conflitto.

Don Antonello Solla

Don Antonello Solla

È giorni ormai che assistiamo ad una guerra che la Russia ha iniziato invadendo l’Ucraina. Una guerra relativamente vicino a "casa nostra ". Si sta muovendo una mobilitazione meravigliosa per soccorrere e accogliere i profughi di guerra ucraini. A mio avviso occorre fare delle considerazioni.

Nella regione del Lugansk nel Donbass sono otto anni che c'è la guerra e Kiev bombarda a causa dell'autoproclamazione di indipendenza dall'Ucraina. L'occidente unito a condannare la Russia per l'invasione ( giustamente!) ma dov'era quando per 8 anni il Donbass è aggredito? Dov'era e dov'è per la guerra in Yemen operata dall'Arabia (bombardato anche con bombe prodotte in Italia)?

Dov'era e dov'è sui territori occupati in Palestina che è in atto dal 1948? L'Afghanistan già dimenticato? E la devastazione in Iraq perpetrata dagli Usa e noi alleati? I lager libici?

È imbarazzante l'ipocrisia dei leader politici europei e italiani,.. le guerre sono sempre sbagliate ma a quanto pare alcune si condannano e altre si censurano. Come il video di Christel Nehan, giornalista francese, (sul conflitto nel Donbass), censurato dai media occidentali. Altrettanto vergognoso e pericoloso inviare armi e bombe in Ucraina calpestando l'articolo 11 della nostra Costituzione (citato persino da papa Francesco durante l'Angelus di domenica 27 febbraio 2022) . . Gravissime le parole di Letta "dobbiamo mettere in ginocchio il paese (la Russia)". . Invece di adoperarsi strenuamente per un negoziato e mediazioni ci espongono ad un allargamento del conflitto.

L'unico che sta operando per la pace è il papa effettuando strategie di non violenza attiva, telefonando al presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj e incontrando l'ambasciatore russo Alexander AVDEEV nell'ambasciata accreditata presso la Santa Sede. Qualcuno potrebbe sorridere o ironizzare ma solo interrompendo la spirale della violenza si realizza la pace. La pace si realizza nella verità e nella giustizia. Niente ipocrisia dunque: ogni guerra si condanna e ogni profugo deve essere accolto. La miopia e la schizofrenia nell'accoglienza - i profughi che arrivano dall'Africa lasciati spesso per giorni in mare o dalla Siria respinti ai confini di Polonia e Ucraina, meritano meno umanità? - non rientra nei valori dell'essere umano e tanto meno in quelli di coloro che sbandierano di essere cristiani...pii e devoti nel tempio e poi fuori ipocriti e razzisti.

Dobbiamo crescere nella coerenza, nel coraggio della denuncia ,dell'annuncio e della rinuncia. Per un cristiano questo è il percorso. Anche la chiesa (gerarchica),a volte timida nella denuncia, guardi al coraggio profetico di Francesco, faccia della non violenza attiva il paradigma di ogni azione pastorale e sentiero essenziale indicato per risolvere i conflitti. Abbia l'audacia evangelica di smilitarizzare i sacerdoti cappellani e si faccia davvero testimone di Cristo che comanda di riporre la spada nel fodero. Preghiera e condanna delle guerre, tutte , chiunque le compie. Se vuoi la pace prepara la pace, non la guerra!

Don Antonello Solla Parroco di Fontanetto Po

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