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Gattinara-Valsesia | 18 gennaio 2022, 07:31

«Grazie dottor Claudio, per 40 anni medico e amico»

Serravalle: in pensione uno stimato professionista sempre vicino ai suoi assistiti

«Grazie dottor Claudio, per 40 anni medico e amico»

Dal 1 gennaio il dottor Claudio Barberis, medico di famiglia, è in pensione. Giunse a Serravalle nel 1982, sostituendo il collega Italo Falcetto, che si era ritirato per raggiunti limiti di età. Proveniva da Sostegno, e la sua prima esperienza era stata nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Gattinara. Ben presto si inserì nel paese, conquistandosi la stima e la fiducia dei suoi mutuati. Si sposò con Elisa Garino, originaria di Guardabosone, insegnante a Gattinara, ma la sua professione lo costrinse talvolta a sacrificare il tempo dedicato alla famiglia: «Come tanti colleghi, spesso ho consumato i pasti da solo, la sera, quando mio figlio era già a letto. Ma non rimpiango nulla - racconta -: è stato un cammino lungo e pieno di soddisfazioni. Ricordare singoli episodi, o persone, farebbe torto a coloro che non vengono citati. Purtroppo il lavoro di medico di base negli ultimi anni si è caricato di troppi impegni burocratici, che hanno sottratto tempo al vero senso della nostra professione».

Tra i pazienti del dottor Barberis figuravano anche molti stranieri, persone provenienti da paesi lontani, che talvolta non parlavano ancora l’italiano: spesso erano i figli, che frequentavano la scuola, a fare da interpreti, oppure ci si avvaleva di mediatori culturali: «La mia preoccupazione era quella di aver capito esattamente cosa il paziente voleva segnalarmi e di essere stato ben compreso per quanto riguardava la diagnosi e le prescrizioni».

I momenti più difficili, sottolinea Barberis, sono stati proprio questi due anni di pandemia, che hanno messo a dura prova il servizio sanitario e tutti gli operatori, ma: «Grazie al senso di responsabilità di tutti sarà possibile finalmente uscirne, facendo tesoro di quanto si è imparato e della riscoperta della solidarietà attivata all’interno della Comunità».

Ora avrà finalmente tempo per dedicarsi alle sue passioni, la musica, l’attività di sub e l’arte: «Certo, ma potrò prima di tutto fare il nonno senza timore di portare contagi: Alice per me e mia moglie è stata davvero una grande gioia. Riprenderò a suonare la fisarmonica e anche a dipingere: i tempi dell’olio richiedono applicazione e concentrazione - aggiunge - Le immersioni mi hanno sempre dato molte soddisfazioni, ma devo anche fare i conti con l’età che avanza, ma certo potrò concedermi periodi più lunghi di vacanza su quella che da tanti anni è diventata la mia isola».

Per la comunità, come accadeva un tempo in un paese, Barberis era un po’ anche il confidente cui le persone affidavano non solo le pene del corpo, ma anche quelle dell’anima. Nel suo cuore, di certo, nulla verrà dimenticato, nel nostro di “pazienti-impazienti” resterà il ricordo della sua umanità. Mancherà la sua competenza, unita all’affabilità e a un’attenzione alla persona, prima ancora che alla patologia: grazie dottor Claudio, si goda ora il meritato riposo.

Piera Mazzone

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