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Attualità | 18 gennaio 2022, 19:17

Regione: via libera al programma per la realizzazione del nuovo ospedale di Vercelli

Investimento da 155 milioni di euro. I commenti politici

Regione: via libera al programma per la realizzazione del nuovo ospedale di Vercelli

Via libera, dalla Regione alla programmazione di indirizzo strategico generale per la realizzazione di sei nuovi ospedali, tra i quali il nuovo ospedale di Vercelli per il quale si prevede un investimento, dal parte di Inail, di 155 milioni di euro. La struttura sarà un presidio con Dipartimento di Emergenza e Urgenza di primo livello e si estenderà su 50mila metri quadri circa. Al momento non è escluso che possa sorgere nel terreno Asl retrostante l'attuale Sant'Andrea andando parzialmente a integrare le due strutture.

«La Regione Piemonte compie un importante passo verso il potenziamento e la modernizzazione delle strutture sanitarie sul territorio - commenta l'assessore alla Sanit, Luigi Genesio Icardi - Dopo l’avvio del cantiere del Parco della Salute di Torino e l’imminente bando per la costruzione della nuova Città della Salute e della Scienza di Novara, si delineano nuovi orizzonti di organizzazione della rete sanitaria sul territorio regionale per livelli di competenza e azioni di ammodernamento infrastrutturale. Sono grato al Consiglio regionale che ha sostenuto con ferma convinzione e determinazione questo nuovo piano di investimenti in edilizia sanitaria da quasi un miliardo e 300 milioni di euro».

Sul piano finanziario, gli interventi sono valutabili dall’Inail nell’ambito dei propri piani triennali di investimento, ma resta aperta la possibilità di attivare altre tipologie e forme di finanziamento.

«La necessità per la Regione di innovare e riorganizzare la rete ospedaliera piemontese – continua l’assessore Icardi - nasce anche a seguito della eccezionale sollecitazione ai servizi sanitari nazionale e regionali che si è dovuta fronteggiare a causa della pandemia. Con questo piano andiamo a intervenire su realtà del patrimonio sanitario piemontese che hanno evidenziato condizioni e stato d’uso obsoleti e generato rilevanti costi di gestione e di manutenzione, con l’obiettivo di migliorare l'umanizzazione dei servizi sotto il profilo della qualità delle strutture, delle relazioni con il cittadino/paziente, dell’efficacia delle prestazioni e della competenza professionale. Il sistema sanitario sta affrontando una profonda trasformazione rivolta non solo all’innovazione del modello organizzativo ed alla tecnologia, ma soprattutto ad una rivisitazione del rapporto servizi-paziente, con conseguenze sui diversi livelli del sistema stesso, istituzionale, professionale, gestionale e sociale. Una rivoluzione che il Piemonte sta affrontando in modo complementare sia sul fronte degli ospedali che su quello dell’assistenza primaria sul territorio».

Immediati i commenti, a livello politico, sul via libera a questo importante atto.

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Commenti più che positivi anche dal consigliere regionale leghista Alessandro Stecco: «Una proposta fondamentale – ha dichiarato in aula – perché mette a disposizione, attraverso l’Inail, 1,28 miliardi di euro per un piano di edilizia sanitaria che ad oggi non aveva copertura economica né era in grado di rispondere alle necessità del Piemonte. Al nostro assessore alla Sanità Luigi Icardi va quindi il merito di aver effettuato, anche grazie all’Ires, una saggia valutazione della situazione complessiva. Uno studio scientifico sul tasso di obsolescenza delle strutture che si è tradotto in una programmazione basata sulle reali priorità della nostra edilizia sanitaria».

E, guardando allo specifico scenario vercellese, Stecco ha aggiunto: «Guardando al masterplan di un’azienda medio piccola come quella di Vercelli, nei prossimi dieci anni per tamponare la situazione si spenderebbe più o meno la stessa cifra che servirebbe per costruire una struttura nuova e più adeguata alle necessità del territorio. Un’azienda sanitaria che, come il Sant’Andrea di Vercelli, non seguirebbe più gli standard degli anni ’60, quando si offrivano 1.200 posti letto, ma che sarebbe sempre di più un volano lavorativo ed economico per la sua comunità. E il piano che abbiamo votato oggi va proprio in questa direzione, con altri sei presidi fondamentali dopo quelli immaginati nella scorsa legislatura. Strutture moderne che raccolgono la necessità della maggiore capillarità dei piccoli ospedali e della Sanità territoriale, come anche la pandemia ci ha insegnato».

Non lesinano osservazioni critiche, invece, i consiglieri del Pd Domenico Rossi e Raffaele Gallo.

«l piano approvato oggi dal Consiglio regionale presenta tantissime criticità - spiegano - Prima di tutto gli importi sono sottostimati in rapporto ai posti letto ipotizzati, soprattutto se paragonati ai nuovi fondi per la Città della Salute e della Scienza di Novara dopo che la gara è andata deserta. Rileviamo, infatti, che mancano almeno 250 milioni di euro. In queste settimane, inoltre, l’assessore non ha sciolto il nodo dei 100 milioni previsti per la progettazione degli ospedali. Tutte questioni che, già evidenziate in Commissione, la Giunta e la maggioranza hanno deciso di ignorare. Ma senza i progetti, Inail non prende nemmeno in considerazione la fattibilità di quanto indicato. Discutibile anche la scelta di puntare tutto su Inail, mettendo in secondo piano altre forme di finanziamento a partire da quelle governative, che, in questo modo, andranno a finanziare i nosocomi di altre regioni».

redaz

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