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Economia | 16 gennaio 2022, 18:10

Nuovi casi di peste suina: è allarme tra gli allevatori

Primi stop ai salumi Made in Italy mentre si varano misure straordinarie di contenimento

Nuovi casi di peste suina: è allarme tra gli allevatori

Sono stati confermati altri cinque casi di peste suina africana, in altrettanti cinghiali ritrovati nell'area del basso Piemonte alessandrino.

«La mappa delle due regioni, suddivisa in Comprensori alpini (CA) e in Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), mostra i risultati della campagna di raccolta e analisi sulle carcasse di cinghiali rivenuti morti. Il colore più o meno scuro delle aree serve a dare un’indicazione. dell’abbondanza relativa dei cinghiali sulla base degli abbattimenti venatori - spiegano dall'Istituto Zooprofilattico - Nella mappa i punti colorati indicano il luogo di rinvenimento dell’animale e il risultato dell’analisi (i punti in rosso indicano i capi in cui è stata confermata la malattia, quelli in blu i capi risultati negativi all’analisi, e quelli in giallo i capi per i quali le analisi sono ancora in corso)».

Intanto Coldiretti chiede l'adozione di un provvedimento che consenta alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito alle esportazioni. 

«Siamo in continuo e costante contatto con l’autorità sanitaria in Piemonte, gli assessorati regionali all’Agricoltura e alla Sanità, oltre che con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta per poter dare ai nostri associati le corrette informazioni e tempestivi aggiornamenti, attraverso anche specifiche videoconferenze organizzate con gli allevatori suinicoli – spiegano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani - Siamo costretti ad affrontare questa emergenza perché è mancata l’azione di prevenzione e contenimento, come abbiamo ripetutamente denunciato». 

Il provvedimento prevede il divieto di ogni attività venatoria, salvo la caccia selettiva al cinghiale, nella zona stabilita come infetta da Peste Suina Africana, ossia 114 Comuni di cui 78 in Piemonte (tutti in provincia di Alessandria) e 36 in Liguria. Nell'area circoscritta sono altresì vietate la raccolta dei funghi e tartufi, la pesca, il trekking, il mountain biking e le altre attività di interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti. Sono escluse le attività connesse alla salute, alla cura degli animali detenuti e selvatici nonché alla salute e cura delle piante, comprese le attività selvicolturali. L'ordinanza in vigore per sei mesi si pone l’obiettivo di "porre in atto ogni misura utile ad un immediato contrasto alla diffusione della Psa e alla sua eradicazione a tutela della salute del patrimonio faunistico e zootecnico suinicolo nazionale e degli interessi economico connessi allo scambio extra Ue e alle esportazioni verso i Paesi terzi di suini e prodotti derivati".

Una necessità dopo che sono state attivate misure precauzionali alle frontiere di Svizzera, Kuwait e in Oriente (Cina, Giappone e Taiwan) dove è stato previsto un temporaneo stop alle importazioni di carni e salumi Made in Italy. Un comportamento analogo, peraltro, è stato adottato anche da paesi come Regno Unito, USA e Canada dove è diretta la maggioranza dell’export extra Ue per i casi analoghi che si sono verificati in Germania, Belgio e Paesi dell’Est Europa e per questo diventa ora importante una azione diplomatica per formalizzare questo orientamento e non penalizzare la filiera.

redaz

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