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Cronaca | 01 gennaio 2022, 12:25

Evasione di Capodanno dal carcere di Vercelli

Dopo essersi calati dal quarto piano, due rapinatori albanesi hanno scavalcato il muro di cinta: uno è caduto rompendosi un braccio, l'altro invece è scappato

Evasione di Capodanno dal carcere di Vercelli

Evasione dal carcere di Vercelli nella notte di Capodanno. A fuggire un detenuto albanese, in carcere dopo aver avuto una condanna fino al 2029 per rapine effettuate nelle ville del vercellese e del casalese. Un altro detenuto, pure lui condannato per il medesimo reato, è invece stato acciuffato dopo che, calandosi lungo il muro, è caduto fratturandosi un braccio.

A denunciare l'evasione, parlando di "fuga annunciata" è Donato Capece, segretario del sindacato Sappe. «Ora la priorità è catturare l'evaso - precisa in una nota - ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza, spesso trascurate, con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Vercelli».

Secondo quanto è stato finora ricostruito, i fuggiaschi si sono calati con le lenzuola dal quarto piano, dopo aver segato le sbarre della cella. I due si sono poi addentrati nel perimetro interno del carcere, arrampicandosi sul muro di cinta e, aiutati da un complice che ha lanciato loro delle corde, si sono calati dal muro esterno ma uno dei due è caduto, rompendosi un braccio, ed è stato bloccato dagli agenti mentre l’altro è riuscito a fuggire con l’aiuto proprio del complice.

Per il leader del Sappe, «questa di Vercelli è una evasione annunciata, frutto della superficialità con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria sulle condizioni di sicurezza dell'istituto. Se fossero state ascoltate le continue denunce del Sappe, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria».

Contattato telefonicamente dall'Ansa, il comandante del corpo di Polizia penitenziaria, Nicandro Silvestri precisa che «Sono anni che la vigilanza esterna non c'è perché il muro di cinta del carcere è inagibile».

Così, mentre le ricerche del fuggiasco e dei complici sono in corso, il Sappe attacca la mancanza di finanziamenti. «Gli agenti devono fronteggiare la mancanza in organico, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento e, come dimostra la vergogna del muro di cinta del carcere di Vercelli che è inagibile da anni nell'indifferenza dei vertici ministeriali e dipartimentali nonostante le nostre denunce. Se fossimo stati ascoltati probabilmente questa evasione non sarebbe avvenuta».

A occuparsi delle indagini sono gli uomini della Squadra Mobile della Questura: posti di blocco e controlli sono in corso in diverse zone del Piemonte.

redaz

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