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Arte e Cultura | 17 dicembre 2021, 07:23

"La grande bellezza": 120 opere di Messina a 120 anni dalla nascita - FOTO

Apre sabato la grande mostra allestita in Arca, Arcivescovado e San Vittore con le opere di uno dei maggiori scultori del '900

"La grande bellezza": 120 opere di Messina a 120 anni dalla nascita - FOTO

La grande bellezza torna a far vivere gli spazi di di Arca in un dialogo con la città che passa da prestigioso spazio espositivo di San Marco, dalle sontuose stanze dell'Arcivescovado per arrivare, infine, alla suggestiva area di San Vittore. Da sabato la mostra “Francesco Messina. 120 opere a 120 anni dalla nascita” sarà aperta al pubblico: Comune, Arcidiocesi, Fondazione Messina e Studio Copernico rendono omaggio a un grande della scultura italiana del 900, offrendo un'importante retrospettiva che dà spazio a tutta la produzione dell'artista.

Sono i curatori Marta Concina, Daniele De Luca e Sandro Parmiggiani (che firma il saggio critico sul catalogo), a illustrare scelte e spazi allestimenti: al primo piano del Palazzo Arcivescovile trova spazio la parte sacra della produzione che dialoga le opere custodite nelle stanze Savoia: il bozzetto per la grande statua di Papa Pio XII in San Pietro è accanto al ritratto “diocesano” del Beato Amedeo, chierici e cherubini danno vita alla sala della Biblioteca, dove c'è il bozzetto di Adamo ed Eva, la cui statua è esposta a San Vittore. La grande statua di Giobbe accoglie e saluta i visitatori al termine del circuito che consente anche di conoscere lo splendido patrimonio pittorico custodito nelle sale di piazza D'Angennes, come ha ricordato Piero Bellardone, presidente della Fondazione del Museo del Duomo.

 

 

In Arca trovano spazio i grandi marmi – bellissimi – ma anche le opere che ritraggono ballerine, busti, giovinetti e cavalli: le sculture accolgono i visitatori fin dalla piazzetta e all'ingresso di San Marco, valorizzando uno spazio che non smette mai di sorprendere. Nell'ultima sezione quattro fotografie illustrano la costruzione del Cavallo morente della Rai che campeggia nella grande gigantografia di fondo.

Nell'abside della chiesa, il Comune ha inoltre allestito una mostra con gli scatti sulla Vercelli del 1870 firmati dal fotografo Castellani: un fondo fotografico che racconta gli edifici della città offrendo un viaggio nel passato che incuriosirà certamente i visitatori.

 

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«Arca, San Marco e la città di Vercelli – ha detto il sindaco Andrea Corsaro, all'anteprime della mostra – tornano a ospitare una grande evento culturale. Questo progetto era partito lo scorso anno ma la pandemia ci ha costretto a rinviare: la mostra è un'occasione per dare nuovo slancio ad Arca e alla città attraverso una mostra diffusa su tre poli espositivi che si intrecciano con le bellezze e il grande patrimonio culturale vercellese».

Un concetto condiviso dall'architetto De Luca che firma il suo quinto allestimento e che sottolinea, in particolare, la scelta fatta per San Vittore: «Un concetto completamente nuovo: una struttura che, pur restando chiusa, si apre alla città, alla speranza e all'arte con le due installazioni che resteranno visibili 24 ore al giorno rappresentando un invidiabile biglietto da visita per l'esposizione».

La retrospettiva sarà aperta in Arca da giovedì a domenica dalle 10 alle 19 (a partire da domenica 19), nell'Arcivescovado negli stessi giorni dalle 14 alle 18, fino al 27 febbraio: l'ingresso alla mostra è gratuito, ma con prenotazioni obbligatorie all'e-mail prenotazioni.vercelli.mostre@gmail.com oppure rivolgendosi il numero 3383473682, contattabile dalle 10 alle 19 dal giovedì alla domenica.

redaz

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