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Cronaca | 09 dicembre 2021, 10:19

Chiesti 2 anni e 3 mesi per la maestra accusata di maltrattamenti. I legali: «Accuse inverosimili»

Alle battute finali il processo per una vicenda che coinvolge un'insegnante della materna di Varallo

Chiesti 2 anni e 3 mesi per la maestra accusata di maltrattamenti. I legali: «Accuse inverosimili»

Richiesta di condanna a 2 anni e 3 mesi per l'insegnante della scuola materna di Varallo accusata di maltrattamenti aggravati e continuati nei confronti di alcuni dei piccoli alunni che frequentavano la sua classe. La donna, sospesa nel 2019 e mai più rientrata a scuola, si trova a processo davanti al Tribunale di Vercelli dove, nei giorni scorsi, si è tenuta l'udienza dedicata alle conclusioni di accusa e difesa. Secondo il pubblico ministero Arnalda Zanini la responsabilità penale è stata provata sulla base delle testimonianze dei bambini, acquisite durante l'incidente probatorio, e dei racconti fatti in aula da alcuni dei genitori, oltre che dalle conclusioni della consulente della procura.

Del tutto opposta la conclusione dei legali della donna, gli avvocati Fabrizio Mastro e Cosimo Maggiore: nella loro ricostruzione tutta la vicenda sarebbe frutto di un “contagio dichiarativo”: «L'indagine è partita dal racconto fatto da una bambina in famiglia e poi questo stesso racconto è stato ripetuto e diffuso nel corso delle conversazioni tra genitori che si frequentano assiduamente, tra genitori e bambini, tra bambini e bambini. Si è radicata una convinzione che ha modificato però la realtà dei fatti e i genitori, sicuramente in buona fede perché preoccupati per i loro bambini, hanno finito per condizionare i piccoli».

Nella realtà dei fatti, secondo la difesa, gli episodi contenuti nel capo di imputazione - pizzicotti, schiaffi, strattoni - non possono essersi verificati nelle modalità descritte dall'accusa: «La scuola – ha detto l'avvocato Maggiore – aveva sei sezioni tutte sullo stesso piano, le attività si svolgevano con le porte aperte lungo uno stesso corridoio frequentato da 88 bambini, da colleghe e collaboratori scolastici. I bambini ruotavano tra le maestre e nessuno ha sollevato osservazioni sul comportamento della nostra assistita se non il piccolo gruppo di genitori e bambini legati tra loro da un'assidua frequentazione».

Alle spalle anche una precedente vicenda: anni prima, il fratello maggiore di una delle bimbe che hanno raccontato di aver subito maltrattamenti, aveva riferito di un episodio violento che vedeva come protagonista la stessa maestra e un piccolo compagno di scuola. Un episodio mai confermato dal diretto interessato e archiviato sia dalla scuola che dai carabinieri. «Ma che aveva instillato il seme del dubbio in alcuni dei genitori» ha detto l'avvocato.

I legali hanno ribadito che dalle testimonianze – e da tutta la documentazione raccolta nella scuola - emerge l'inverosimiglianza dei maltrattamenti così come sono descritti nel capo di imputazione. «Non ci sono prove di violenze sistematiche, fisiche o morali, da parte della nostra assistita che, viceversa, viene descritta come una maestra affettuosa», ha detto l'avvocato Fabrizio Mastro. A supporto anche il fatto che nessun genitore aveva mai espresso remore all'iscrizione del proprio bambino nella classe della donna.

La sentenza della giudice Enrica Bertolotto è fissata a gennaio.

fr

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