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Arte e Cultura | 30 novembre 2021, 15:38

"Prodigi di bellezza": a Vercelli 120 opere di Francesco Messina, grande scultore del '900

Arca, Arcivescovado e San Vittore ospiteranno veri e propri capolavori dell'autore del Cavallo Morente della sede Rai. Una mostra per valorizzare l'arte contemporanea e la città

"Prodigi di bellezza": a Vercelli 120 opere di Francesco Messina, grande scultore del '900

Vercelli non smette di investire nell'arte e nella cultura e avvia, con la mostra "Francesco Messina. Prodigi di bellezza. 120 opere a 120 anni dalla nascita”, un percorso dedicato ai grandi nomi della scultura italiana contemporanea.

«Un progetto di valorizzazione di importanti esponenti dell'arte italiana e internazionale, ma anche di promozione della nostra città che avrà modo di mostrarsi ai turisti grazie al percorso che collega le tre sedi espositive dislocate in zone diverse di Vercelli», dice il sindaco, Andrea Corsaro presentando la mostra insieme ai curatori Marta Concina, Daniele De Luca, Sandro Parmiggiani, al presidente di Atl. Pier Giorgio Fossale, al presidente della Fondazione Crv, Aldo Casalini, al presidente della Fondazione Museo del Tesoro del Duomo, Piero Bellardone, a Diana Piazza della Fondazione Messina e all'assessore Mimmo Sabatino.

«Siamo lieti di presentare questa mostra di grandissimo interesse - aggiunge Corsaro -: è un progetto ambizioso che contribuirà a dare alla città di Vercelli il giusto riconoscimento di centro di cultura. C’è la volontà di dare una spinta al nostro modello di città che accoglie e offre un patrimonio artistico straordinario e che, con questa mostra, acquista un gioiello in più. Intorno alle grandi iniziative si crea un senso di comunità, di condivisione che riesce a mettere la città al centro e a valorizzarla».

La mostra sarà inaugurata il 18 dicembre e proseguirà fino al 27 febbraio 2022 nelle sedi di Arca, al Palazzo Arcivescovile e, in esterna, nell'ex chiesa di San Vittore: «Verranno esposte 120 opere, alcune di dimensioni rilevanti, per celebrare, a 120 anni dalla nascita, Francesco Messina certamente tra i maggiori scultori dell’ultimo secolo - spiega Parmiggiani -. Un autore che ha sempre dialogato con il bello, e che, ispirandosi ai canoni della classicità, continua ancora oggi a dialogare con lo spettatore».

A promuovere l'importante retrospettiva sono il Comune e l’Arcidiocesi di Vercelli con la collaborazione della Fondazione Messina e di Nicola Loi Studio Copernico, Milano. 

«Le tre sedi - spiega De Luca - accoglieranno opere diverse: grandi marmi, molti bronzi e ritratti di amici e colleghi: memorabili, tra i tanti, quelli di Lucio Fontana, Salvatore Quasimodo, Riccardo Bacchelli, Alfonso Gatto, Arturo Tosi, Eugenio D’Ors, mentre tra le figure femminili, in particolare danzatrici, il ritratto di Carla Fracci, Luciana Savignano e Aida Accolla in Arca, dove troverà spazio anche una sezione dedicata ai cavalli (soggetti molto indagati da Messina che ha firmato, tra l'altro, quello celeberrimo posto davanti alla sede Rai di Roma, ndr)».

Nel Palazzo Arcivescovile e nell’ex chiesa di San Vittore trovano naturale collocazione, in ambienti di particolare suggestione, le opere di carattere religioso, come uno dei  bozzetti in bronzo della grande statua di Pio XII realizzata per la basilica di San Pietro e quello di San Filippo Neri, il Giobbe ignudo e inginocchiato del 1933, o l’Adamo e Eva del 1956. «Un allestimento particolare sarà invece realizzato a San Vittore, con la possibilità di ammirare le opere dal cancello», spiega ancora De Luca.

«Messina – annota Parmiggiani, autore del saggio in catalogo – si colloca nella linea italiana della grande scultura del Novecento che, come scrive Antonio Paolucci, si dipana da Wildt, attraverso Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù, Messina stesso, fino a Giuliano Vangi. Messina ha innestato tutta la sua opera sulla tradizione, da quella egizia, greco-romana e rinascimentale, arrivando all’Ottocento e ai suoi contemporanei. Nella sua opera si riscontra la fedeltà ad un rigore antico, ai suoi esiti più alti, e in questo sta anche la sua modernità».

L’esposizione è accompagnata da un prestigioso catalogo – monografia in coedizione tra Polistampa Firenze e Studio Copernico Milano.

La mostra sarà a ingresso libero in tutte le tre sedi: Arca sarà aperta dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 19; l'Arcivescovado da giovedì a domenica dalle 14 alle 18; San Vittore offrirà, come detto l'opportunità di ammirare le opere dall'esterno. L'ingresso, consentito solo con green pass, dev'essere prenotato inviando una mail a mostre@gmail.com, oppure rivolgendosi al numero 3383473682, contattabile dalle 10 alle 19 dal giovedì alla domenica.  Prenotazione anche in Arca negli stessi orari.

«Lo spirito della comunità si vede anche nel coinvolgimento che c'è per l'organizzazione di questo evento - sottolinea il presidente della Fondazione Crv, Casalini -: un bellissimo segnale della voglia di fare cultura e di far conoscere il nome di Vercelli».

Di una scelta felice e coraggiosa ha parlato anche il presidente di Atl, Fossale che, quando era assessore alla Cultura, è stato tra i principali promotori di Arca e delle grandi mostre realizzate con la Fondazione Guggenheim. «Abbiamo bisogno di osare, di creare prodigi, di reagire a questi tempi difficili», commenta.

Infine l'anticipazione, da parte della curatrice Marta Concina. «Questa mostra - dice - vuol essere il primo tassello di un percorso che guarda a grandi nomi della scultura contemporanea. Io sono legata a Vercelli da un grande affetto che affonda le radici nella mia gioventù e da anni ho scelto questa città per vivere: credo che meriti ogni occasione per essere valorizzata e conosciuta»

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