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Economia | 24 novembre 2021, 07:00

Game Design: i trend, il mobile gaming e le piccole produzioni

Uno dei mondi che più si è sviluppato recentemente è stato quello dei game, in particolare il cosiddetto “mobile gaming”, i giochi immediati, leggeri, da fruire appunto in mobilità o, più semplicemente, dal proprio dispositivo mobile.

Game Design: i trend, il mobile gaming e le piccole produzioni

Se il 2020 è stato indubbiamente l’anno della pandemia, un evento che ha bloccato, quando non distrutto, interi settori economici, è anche vero che per lo stesso motivo abbiamo assistito allo sviluppo di altri settori, specialmente quelli legati a forme digitali di business, a qualunque livello.

Fra questi ultimi, uno dei mondi che più si è sviluppato recentemente è stato quello dei game, in particolare il cosiddetto “mobile gaming”, i giochi immediati, leggeri, da fruire appunto in mobilità o, più semplicemente, dal proprio dispositivo mobile.

Per avere un’idea dei volumi “in gioco”, nel 2020 l’industria del mobile gaming ha cubato una revenue di 77.2 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.

Questo significa, tradotto in peso sul settore delle app, che il 25% dei download dall’App Store di Apple, e il 21% dal Play Store di Google sono costituiti da giochi.

Questo conferma definitivamente che il settore dei giochi non è solo quello relativo alle grandi, e spesso inavvicinabili, produzioni che trovano il loro habitat sui PC e le consolle, e che l’evolversi ininterrotto della tecnologia, e il suo rendersi sempre più fruibile al grande pubblico, ha seguito direttamente lo sviluppo dei dispositivi che tutti utilizziamo quotidianamente, dai PC portatili sempre più pratici ed economici ai tablet, agli smartphone e anche agli smartwatch.

Tutto parte da un modello di business innovativo e vincente: con la nascita del primo smartphone, l’iPhone, Apple ha lanciato un modo nuovo di acquisire il ossia il sistema di acquisto, download e aggiornamento con un clic permesso dall’App Store (e relativi omologhi su altri sistemi operativi, ad esempio il Play Store su Android), a costi ridicoli rispetto a quanto accadeva solo un giorno prima.

Ed è cambiato tutto.

Un sottobosco di piccole software house, in grado di sviluppare rapidamente altrettanti piccoli progetti, è subito venuto alla luce: giochi immediati, a bassissimo costo, semplici, spesso remake di classici del passato, che sfruttano al massimo le potenzialità della piattaforma garantendo un’esperienza di gioco immediata e piacevole.

E con una remuneratività altissima.

Alle piattaforme citate e per certi versi nate ad hoc si affianca, naturalmente, il web. Lo    sviluppo inarrestabile delle capacità dei browser e dei linguaggi di programmazione per il web, hanno reso possibile godersi un’esperienza di gioco istantanea, credibile, economica: niente da installare, da configurare o aggiornare.

Tutto risiede “in remoto” e l’utente non deve far altro che scegliere il gioco.

In questo ambito, proprio per la loro immediatezza e il fatto di essere già conosciuti nelle loro caratteristiche principali, sono i giochi classici e magari rivisitati che hanno avuto un forte sviluppo.

Sempre secondo le classifiche 2020-2021, le categorie più scaricate e richieste sono i puzzle, seguiti da giochi di ruolo, arcade (a conferma della natura semplice e “classica” del settore), strategia e simulazione, azione, card e giochi di casinò online.

Anche in questo caso il modello di business è vincente per quanto ovviamente differente dalle piattaforme di distribuzione app viste all’inizio: normalmente, sui vari portali di giochi online, potrete utilizzare giochi gratuiti, affiancati da altri prodotti più complessi, premium, accessibili dal vostro account, generalmente al costo di piccoli abbonamenti periodici o una tantum.

Grandi numeri, diffusione ed economia di scala nella distribuzione vanno a tutto vantaggio dell’utente finale, che dispone di una scelta immensa a prezzi impensabili solo quale anno fa.

Richy Garino

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