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Arte e Cultura | 22 novembre 2021, 08:20

L’arte è fatta solo di ebbrezza e di follia

Alessandra Ruffino ha presentato "Piccolo manifesto per gli amatori d'ogni genere" che il grande pittore Jean Dubuffet pubblicò nel 1946

Alessandra Ruffino al museo Leone

Alessandra Ruffino al museo Leone

Venerdì scorso al Museo Leone protagonista la studiosa vercellese Alessandra Ruffino, che ha presentato "Piccolo manifesto per gli amatori d'ogni genere" (in originale Prospectus aux amateurs de tout genre) che il grande pittore Jean Dubuffet (1901-1985) scrive e pubblica nel 1946, ma che in Italia esce tradotto solo nel 1971 (e in versione parziale). Ora l’editrice torinese Allemandi esce con una nuova versione integrale della prima raccolta curata dalla stessa Ruffino, che al Leone ha spiegato la provocatoria figura e la vivace opera di un protagonista del Novecento. Il libricino comprende diversi scritti programmatici (tra cui il fondamentale Note per i fini letterati), composti in una prosa briosa e trasgressiva.

Quest’edizione, includendo altresì alcuni inediti in italiano, offre anche due brevi prose audacemente sperimentali (in un stile alla Ferdinand Céline), anche grazie al ricco apparato di note di confronto, che permettono di inoltrarsi, assieme all’artista, “in un mondo dove i meccanismi delle abitudini smettono di funzionare”.

La Ruffino inizia sostenendo che a Dubuffet sarebbe piaciuto un museo come il Leone perché raccoglie tipologie diverse di materiali, oggetti, reperti, documenti, proprio come il brio di un autore vulcanico, a tratti psicotico, che si rivela quasi subito un ‘partigiano del disordine’.
Dubuffet oggi da un lato è noto quale inventore dell’art brut o ‘valori selvaggi’, riabilitando sia i materiali dozzinali sia il caso a favore delle arti senza nome; dall’altro lato, inoltre, è importante come anticipatore di circa mezzo secolo della street art in senso stretto, portando la strada sulla tela con una consapevolezza altissima. Ci sono due frasi, infine, che fanno intuire la grandezza di questo pittore, quando dice che “l’arte è fatta solo di ebbrezza e di follia” premettendo a ragione che “non ho alcuna intenzione di prendere in giro nessuno”.

Guido Michelone

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