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Politica | 17 novembre 2021, 19:52

Tampone prima del consiglio? No grazie. Bocciata la proposta di Catricalà e FdI

Dibattito acceso e posizioni opposte in Consiglio comunale

Tampone prima del consiglio? No grazie. Bocciata la proposta di Catricalà e FdI

Passa lo scoglio della sospensiva, ma non il vaglio del Consiglio comunale la proposta di sottoporre i consiglieri al tampone rapido prima delle sedute in presenza come avviene, ad esempio, in Regione.

leggi anche: CATRICALA' E FDI: «IL GREEN PASS NON BASTA»

Ad avanzare la proposta di sospensiva il consigliere della Lega, Alberto Pipitone, in considerazione del fatto che la proposta di ordine del giorno si trovava ad andare oltre le prescrizioni regionali e nazionali in materia di green pass. L'esponente leghista ha suggerito di chiedere un parere di legittimità prima di votare, ma la sua posizione è finita in minoranza. Il Consiglio ha perciò deciso di portare in discussione il documento sottoscritto da Michelangelo Catricalà e dai consiglieri di FdI Stefano Pasquino, Carlo Riva Vercellotti, Martina Miazzone, Simone Boglietti Zaccone, Donatella Demichelis e Tullia Babudro.

Fermamente contrari alla proposta i consiglieri del Pd - che lo hanno ribadito negli interventi del capogruppo, Alberto Fragapane, e Maura Forte, Lega, Forza Italia e SiAmo Vercelli. In particolare è stata la consigliera Renata Torazzo a ribadire che «il vaccino è l'unico strumento che riduce il rischio di conseguenze gravi e di trasmissione del virus. Ma occorre portare la mascherina, mantenere il distanziamento e igienizzarsi le mani. Il tampone rapido, per altro, ha il 30% di falsi negativi, che non evidenziano l'infezione in atto, motivo per cui anche facendo il tampone ai vaccinati, non si potrà mai avere la certezza di essere veramente negativi. Nessun vaccino al mondo garantisce il 100% di immunità, ma io invito tutti a vaccinarsi - ha concluso annunciando un voto contrario - perché sarà il vaccino a farci sconfiggere il covid così come è avvenuto per altre malattie. E spero che il tampone rapido venga tolto dalle procedure che consentono di ottenere il green pass».

Su posizioni simili anche i consiglieri del Pd: «Invito i firmatari del documento a ritirare l'atto - ha detto Maura Forte -: non si può discutere un tema scientifico portando in aula un documento messo insieme con dei sentito dire di raccolti qua e là».

Di un documento «pericoloso nelle premesse perché stabilisce una sorta di supremazia del tampone nel garantire la sicurezza», ha parlato invece Fragapane.

Inutili le repliche di Donatella Demichelis: «Non amo il pensiero unico - ha detto - credo che ciascuno debba fare quanto è in suo potere per informarsi al meglio possibile. E questo documento non va contro i vaccini, che per altro come abbiamo sentito anche in quest'aula, non proteggono al 100%, ma propone solo di introdurre maggiori garanzie prima di una riunione che si svolge in un locale chiuso».

Anche Catricalà, primo firmatario del documento, ha inutilmente ricordato di «Non aver mai voluto entrare nel merito dei vaccini» (parola che, in effetti, non ha forse neanche pronunciato presentando il documento), ma di aver voluto proporre maggiori tutele. «Nella situazione attuale - ha ricordato - chi si è vaccinato si sottopone al tampone solo quando ha dei sintomi e teme di essere positivo. I non vaccinati, invece, si controllano ogni 48 ore per avere il green pass anche se stanno benissimo e sono negativi. Sappiamo che il green pass non garantisce dal contagio, specie se sono passati alcuni mesi».
Ha inoltre ricordato che la Regione Friuli Venezia Giulia ha adottato il tampone come misura di sicurezza. «Eppure quella Regione è governata dalla Lega, solo che lì la Lega dice una cosa, e qui un'altra» ha detto.
Ha difeso il tampone: «Adesso viene comodo metterlo in dubbio, ma tutta la narrazione sul Covid non si è forse basata sul tampone?»

A favore del documento anche Conte di Voltiamo pagina: «Siamo per il vaccino - ha detto - ma se c'è da fare un controllo in più siamo pronti a farlo pur di sconfiggere il virus».

Alla conta finale, la proposta è stata bocciata con 18 voti contrari e 9 favorevoli. 

redaz

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