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Arte e Cultura | 15 novembre 2021, 15:00

"Riso, dalla Preistoria alla semina con i droni", nuovo lavoro di Giacomo Grasso

Mercoledì alle 16 la presentazione del volume

"Riso, dalla Preistoria alla semina con i droni", nuovo lavoro di Giacomo Grasso

C’è riso e riso, un concetto caro a Giacomo Grasso, vercellese (oldenichese, ci tiene a precisare) con importanti trascorsi nel mondo enologico, prima, e gastronomico, poi, e un’antica passione per la ricerca storica legata alle sue origini contadine e alle tradizioni del territorio che l’ha portato a pubblicare diversi libri e numerosi interventi su giornali e riviste di settore.

Oggi, passata da un bel pezzo l’età della pensione e superati brillantemente questi mesi di pressoché generale inattività che lo hanno costretto a rimandare la divulgazione dei risultati delle sue ricerche, ligio al suo pensiero sulla diversità tra risi di una stessa varietà pubblica il lavoro che lo ha portato a definire un metodo per la “Valutazione e degustazione del riso per cottura ‘a risotto’”, metodo che porta il suo stesso nome.

Il procedimento è ben esplicato in una scheda nella quale sono descritti, in modo chiaro e di facile applicazione, i vari passaggi che portano al giudizio finale, alla definizione, cioè, di un punteggio che tiene conto dell’importanza gastronomica delle varie caratteristiche del riso cotto “a risotto”: mantenuti costanti il tempo, il modo di cottura e la quantità di riso utilizzato, la valutazione finale varia a seconda del riso cotto ottenuto e delle sue caratteristiche evidenziate (sgranato, croccante, non colloso, non pastoso). Col “metodo Giacomo Grasso”, in definitiva, si punta a cogliere e a valutare le diversità tra risi di una medesima varietà, coltivati in aree attigue o anche diverse del nostro territorio, evidenziandone così, come avviene per il disciplinare applicato in enologia per la degustazione dei vini, le specificità.

Questo procedimento verrà illustrato dal suo stesso ideatore  mercoledì 17 novembre, alle 16, nel dehor interno del Caffè Bistrot di largo D’Azzo (accesso con green pass e obbligo di mascherina), insieme con la presentazione della sua ultima e recentissima fatica editoriale, il libro: “Riso, dalla Preistoria alla semina con i droni”, un “particolare compendio sulla ‘vita’ del riso e sull’opera di chi, da secoli, lo coltiva”, redatto con la consapevolezza che il progresso ha ormai quasi del tutto soppiantato i vecchi sistemi, scrive Ebe Fumagalli, curatrice dell’opera, nella presentazione, ma senza tuttavia nascondere una velata, se pur intensa nostalgia per quelli superati, “ineliminabile premessa allo sviluppo della tecnologia che domina i nostri giorni”.

c.s.

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