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Politica | 09 novembre 2021, 16:13

La vercellese Maria Grazia Grippo è la prima donna presidente del Consiglio Comunale di Torino

Anni di lavoro da giornalista, poi la decisione di entrare in politica. «Il mio obiettivo? Umanizzare le istituzioni»

Maria Grazia Grippo, prima donna eletta presidente del Consiglio comunale di Torino

Maria Grazia Grippo, prima donna eletta presidente del Consiglio comunale di Torino

E' una vercellese la prima donna a diventare presidente del Consiglio Comunale di Torino: Maria Grazia Grippo, 48 anni, alle spalle lunghe esperienze di lavoro nel mondo del giornalismo, sommati ad un'esperienza in Consiglio regionale. Da tempo trasferita a Torino, cinque anni fa ha deciso di candidarsi in Sala Rossa con il Pd in tandem con Mimmo Carretta. Eletti entrambi in Consiglio comunale, dopo il quinquennio e la vittoria di Lo Russo sono diventati rispettivamente assessore ai Grandi Eventi e Presidente del Consiglio.

Il suo obiettivo principale? Quello di "umanizzare le istituzioni" dice senza nascondere l'emozione. Una felicità che nel suo caso vale doppio, perché Grippo è la prima donna ad avere quell'incarico ed stata votata all'unanimità dal Pd e anche da alcuni consiglieri di minoranza

C'è un valore aggiunto nell'essere la prima donna ad essere nominata Presidente del Consiglio? 

Essere arrivati al 2021 senza aver mai visto una donna su quello scranno ci racconta una storia di penalizzazione. Ora il potenziale femminile ha più possibilità di esprimersi, come dimostra la scelta del mio gruppo di puntare su di me. Avere una donna su quello scranno è una rarità che deve interrompersi. 

Lei è stata eletta con 29 voti, di cui 4 della minoranza. Perché pensa di aver convinto un fronte così ampio? 

Ovviamente posso solo immaginare - e sperare - che si sia osservato in me una persona molto lontana dalla bagarre, da situazioni urlate e da "Sfida all'O.K. Corral". Sono una persona che investe sul lavoro e riconosce quello degli altri: penso che questo mi abbia fatto "identificare" come una figura di garanzia. 

Qual è la sua più grande sfida?

Il mio obiettivo è umanizzare le istituzioni. Questo penso si possa fare riconoscendo nel lavoro quotidiano la specificità delle persone, che a loro volta rappresentano i cittadini: così si colma la distanza. 

Lo Russo ha una giunta a maggioranza femminile e il Pd ha scelto tre donne per i ruoli principali in Sala Rossa: dobbiamo aspettarci segretari metropolitani, o addirittura nazionali donne? 

Il Pd, che è la prima forza di maggioranza, ha investito molto su questo punto e onestamente penso di essere espressione del lavoro fatto in questi anno per il riequilibrio di genere. Se è vero che Stefano era il portabandiera, il Partito Democratico di cui lui fa parte ha deciso di mettere tante donne in testa di lista.

Secondo me per valorizzare le candidature femminili, che oggettivamente in questi anni sono state penalizzate, bisogna accompagnarle nella coerenza della narrazione. Appendino ha scontato questa cosa: in alcune circostanze la sua solitudine è stata considerata iconica. Se si fosse trattato di un uomo, la narrazione avrebbe assunto un carattere di normalizzazione.

dal nostro corrispondente a Torino - redaz

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