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Cronaca | 28 ottobre 2021, 21:07

Minacce via Telegram al sindaco di Milano: nei guai un crescentinese

La Polizia ha perquisito la casa uomo, un 50enne incensurato e contrario alla vaccinazione anti covid

Minacce via Telegram al sindaco di Milano: nei guai un crescentinese

Un vercellese, un operaio di Crescentino, è finito nei guai per minacce aggravate nei confronti del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, preso di mira dai frequentatori della chat di Telegram "Basta dittatura - proteste" chiusa dall'autorità giudiziaria di Torino. 

L'uomo, un 50enne incensurato, è indagato nell'inchiesta coordinata dal capo del pool antiterrorismo milanese, Alberto Nobili ed è stato destinatario di un decreto di perquisizione delegato alla Polizia di Vercelli.

Così come l'operaio crescentinese, è finito nei guai anche un 51 enne di Teulada, provincia di Cagliari, sottufficiale della Marina Militare ora sospeso dal servizio non in servizio come no vax, anche lui incensurato. Entrambi avrebbero ammesso di essere gli autori dei messaggi sulla chat; messaggi che conterrebbero espressioni gravi, minacciose e intimidatorie nei confronti di Sala. 

Non è la prima volta che il dibattito su green pass e vaccinazioni sfocia in episodi che rischiano di finire nel penale. E l'utilizzo dei canali social peggiora la situazione perché le persone si lasciano spesso andare a espressioni esagerate che non riflettono la loro storia personale né la loro fedina penale. La scorsa estate era stato oggetto di minacce e insulti anche il sindaco di Varallo Sesia, Eraldo Botta, che aveva promosso un'iniziativa a favore della vaccinazione offrendo ai suoi concittadini che avessero aderito alla campagna, un buono di 10 euro da spendere nei negozi della cittadina. Le divergenze sulla campagna pro-vaccino condotta da Botta erano poi sfociate in interventi estremi, con insulti e minacce all'indirizzo dell'amministratore locale.

redaz

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