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Attualità | 25 ottobre 2021, 10:37

Atap: ancora corse cancellate e proteste. Il sindacato: «Non è solo colpa del green pass»

Lunedì 25 ottobre sono saltate 12 corse tra Vercelli e Biella

Atap: ancora corse cancellate e proteste. Il sindacato: «Non è solo colpa del green pass»

Disagi a ripetizione, nel trasporto pubblico locale, dopo l'entrata in vigore del green pass obbligatorio. Anche oggi, lunedì 25 ottobre, Atap ha cancellato diverse corse: ben 12 tra Biella e Vercelli (Biella-Valle Mosso delle 6.30, Biella-Piedicavallo delle 6.13 e delle 12.40, Piedicavallo-Biella delle 7.06 e delle 13.33, Cerrione-Biella delle 7.07, Mottalciata-Cossato delle 16.44, Coggiola-Varallo Alberghiero delle 7.19,  Vercelli-Bianzè delle 6.30, Bianzè-Vercelli delle 7.50 e il Tronzano-Vercelli delle 7.45).

La nota dell'azienda sottolinea come «le comunicazioni pervenute in azienda relative a nuove assenze di personale viaggiante e l'esaurimento delle scorte di personale abilitato alla guida, hanno costretto a riorganizzare il servizio finalizzato a minimizzare i disagi dell’utenza». Una riorganizzazione che, soprattutto nei territori più isolati, si trasforma però in un enorme disagio soprattutto per gli utenti più giovani e per le loro famiglie.

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Ma, almeno secondo il sindacato autonomo Cambia-Menti M410, non tutte le colpe sarebbero da attribuire al green pass (sebbene Atap abbia denunciato una rilevante quota di personale chiamato a sottoporsi al tampone ogni due giorni): «è doveroso informare il pubblico che tali circostanze non sono dovute solo al fatto che alcuni autisti non sono dotati del green pass, come si vuole fare credere all’opinione pubblica - si legge in una nota sindacale - Molto personale addetto alla guida è costretto ad assentarsi per motivi di salute anche per via dei turni a nastro, di 13/14 ore al giorno, a dir poco stancanti sia a livello mentale quanto a quello fisico, tenuto conto delle sole 9 ore di riposo che intercorrono tra un turno e l'altro. Bisogna poi tenere conto del fatto che sempre meno persone sono interessate a fare il lavoro di autista per via dei contratti di lavoro che puntano sempre più al ribasso nella retribuzione, senza mai prevedere maggiori riconoscimenti per un lavoro notoriamente “usurante” a tutti gli effetti di legge».  

Il sindacalista rileva poi che i disagi sono comuni a molte città italiane, ma questo, di certo, non rappresenta una consolazione per chi deve chiedere permessi per accompagnare i figli a scuola.

«In passato - prosegue la nota - gli autisti avevano un supporto da parte dei verificatori e anche da parte dei capo movimenti, soprattutto in quelle fermate e/o autostazioni dove il numero dei passeggeri era notevole. Purtroppo anche questo supporto è venuto a mancare, perché entrambi quelle categorie sono sempre in linea per la carenza del personale viaggiante».

redaz

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