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Politica | 15 ottobre 2021, 19:17

Finisce al Quirinale la vicenda della cittadinanza onoraria al Duce

Prosegue la battaglia di Radicali Italiani, +Europa Vercelli e Associazione Adelaide Aglietta: «Quell'atto dev'essere revocato»

Finisce al Quirinale la vicenda della cittadinanza onoraria al Duce

Come avevano promesso, i promotori della richiesta di revoca delle cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel 1924 dal Comune di Pezzana e ribadita nel corso di un recente Consiglio comunale, hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla senatrice Liliana Segre, al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, al prefetto di Vercelli, Lucio Parente e al Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, per segnalare la vicenda.

Ecco il testo della lettera inviata da Radicali Italiani, +Europa Vercelli e Associazione Radicale Adelaide Aglietta.

Deliberazione del Consiglio Comunale di Pezzana (VC) n. 23 del 30/09/2021 (conferma cittadinanza onoraria a “S. E. Benito Mussolini”). Richiesta di intervento a difesa dei valori della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo

​Lo scorso 30 settembre, il Consiglio Comunale di Pezzana (Vc), su proposta del sindaco Stefano Bondesan, ha approvato all’unanimità dei consiglieri presenti (otto su undici eletti), senza alcuna discussione, la Deliberazione n. 23 all’oggetto “Deliberazione di conferma o revoca dell’atto del 15/05/1924 avente per oggetto: “concessione della cittadinanza onoraria a S. E. Benito Mussolini”.

​Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani) aveva richiesto al Comune di Pezzana, con istanza formale inviata il 20/08/2021, di revocare la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini il 15/05/1924.

​Nella deliberazione approvata non è contenuta alcuna critica, neppure larvata, al regime fascista: non una parola sulle violenze degli squadristi, nulla sulla Marcia su Roma, sul delitto Matteotti, sulla repressione di ogni dissenso, sulle guerre coloniali, sull’alleanza con Hitler, sulle leggi razziali, sulla guerra, sul 25 luglio 1943, sull’8 settembre 1943, sulla lotta di Resistenza, sul 25 aprile 1945, sulla Costituzione Repubblicana. Tutto questo è negato e rimosso dal seguente passaggio del provvedimento, degno del peggiore degli Azzeccagarbugli: “Atteso che nella fattispecie oggetto del presente atto non sono rinvenibili i presupposti della revoca e, nello specifico, non vi sia un sopravvenuto motivo di pubblico interesse, ovvero una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario”.

​L’asserita equidistanza (comunque esecrabile e intollerabile) è addirittura contraddetta dal seguente altro passaggio: “il clamoroso successo del Partito Fascista rappresentava l’anima del paese di quel tempo ed in questo contesto va inserita l’onorificenza rivolta ad un capo di governo che si interessava delle sorti di una piccola comunità di provincia”. Vogliamo ricordare  che le elezioni politiche svoltesi in Italia il 6 aprile 1924 (un mese prima della concessione “originaria” della cittadinanza onoraria) furono pesantemente condizionate dal clima di violenza instaurato dai fascisti da tre anni a quella parte e denunciato poi in Parlamento da Giacomo Matteotti, che, anche a seguito di tale denuncia, fu rapito e ucciso da una squadraccia fascista probabilmente inviata dallo stesso Benito Mussolini; il Duce non conosceva neppure l’esistenza di Pezzana, che gli conferì la cittadinanza onoraria con l’intento di farlo venire a ritirare l’ambito riconoscimento.

Ma non basta.  Il Consiglio Comunale di Pezzana poteva, forse, cavarsela relegando la precedente deliberazione del 1924 a un passato lontano, ormai superato, da cui prendere le distanze. Invece, la nuova deliberazione ….“sebbene essa pervenga alle stesse conclusioni cui era giunto la precedente deliberazione del 15/05/1924, e ne reiteri le statuizioni, è un atto completamente nuovo che si sostituisce al precedente come fonte di disciplina del rapporto amministrativo; va ad assorbire la precedente deliberazione del 15.05.1924 con efficacia ex tunc, sostituendosi completamente alla stessa; costituisce espressione di quel carattere che viene definito rinnovatorio ed assorbente che costituisce il tratto distintivo della conferma propria; essendo idonea ad assorbire con efficacia ex tunc gli effetti prodotti dal primo atto ed a rinnovarne gli effetti, farà decorrere il termine per ricorrere….”.

Dunque, qui ed ora, nel 2021, il Consiglio Comunale di Pezzana fa propria la delibera del 1924 (“pervenendo alle stesse conclusioni”) e conferma la cittadinanza onoraria a “S. E. Benito Mussolini”.

Tutto questo ci pare vergognoso, intollerabile, inammissibile. Richiediamo, pertanto, il Vostro autorevole intervento, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, affinché la deliberazione succitata possa essere annullata e/o revocata. Non è possibile festeggiare ogni anno il 25 Aprile, portando fiori e pronunciando discorsi davanti alle innumerevoli lapidi dei caduti, se si accetta passivamente che un sindaco - che, all’atto dell’insediamento, ha giurato di “osservare lealmente la Costituzione italiana”- abbia presentato e fatto approvare un atto che si pone formalmente e oggettivamente in antitesi alla stessa Carta Costituzionale, che affonda le proprie radici nella Resistenza, nella lotta senza quartiere al nazifascismo.

​Rimanendo a disposizione per ulteriori informazioni e approfondimenti, rivolgiamo distinti saluti.

Igor Boni, Roswitha Flaibani, Giulio Manfredi

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