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Cronaca | 14 ottobre 2021, 19:01

Trova una nutria in giardino e le spara con il fucile da caccia: anziano nei guai

Un 78enne di Arborio è stato denunciato: il colpo avrebbe potuto causare danni a cose o persone del paese

Trova una nutria in giardino e le spara con il fucile da caccia: anziano nei guai

Aveva visto una nutria nel giardino di casa e ha pensato di liberarsene sparando al roditore con il fucile da caccia, regolarmente registrato. Solo che il colpo, invece di prendere la nutria, ha spaventato i vicini di casa che, preoccupati che fosse accaduto qualcosa di grave, hanno allertato i carabinieri.

Quando i militari sono arrivati nell'abitazione segnalata - la casa di un pensionato di Arborio posta in una strada del paese - hanno ricostruito l'accaduto e, al termine degli accertamenti, denunciato il 78enne per esplosioni pericolose. La traiettoria del colpo, infatti, era diretta verso altre abitazioni con il rischio di ferire dei passanti.  L'arma invece è stata posta sotto sequestro e l'anziano è stato segnalato alla Prefettura per la revoca del titolo autorizzatorio della detenzione armi.

La detenzione di armi da parte di persone anziane o sofferenti di gravi patologie invalidanti, a seguito di ripetuti tragici eventi, ha portato il legislatore a promulgare il decreto legislativo n. 121 del 29 settembre 2013 che ha introdotto diverse novità in tema di controlli per l'acquisizione e la detenzione di armi (bianche, da sparo o da fuoco). L’iter giuridico imposto dalla legge ai detentori di armi ed alle forze di polizia deputate al controllo, è stato infatti modificato dal Decreto Legislativo nr.104 del 10/08/2018, in attuazione di specifica direttiva comunitaria, e, in particolare, è stato previsto l’obbligo di presentare ogni cinque anni un certificato medico attestante i prescritti requisiti di coloro che detengono le armi, anche in collezione. Tale certificato medico può essere rilasciato dal settore medico-legale delle Asl, o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio e da esso deve risultare che il soggetto detentore di armi non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuivano anche temporaneamente la capacità d’intendere e di volere. La certificazione medica deve essere presentata all’ufficio locale di pubblica sicurezza (Commissariato di P.S. competente in base alla residenza dell’interessato) o, in assenza, al locale Comando dell’Arma dei Carabinieri. Nella fase di prima applicazione della nuova normativa - entrata in vigore il 14 settembre 2018 -  ai detentori di armi, è stato concesso un anno di tempo per produrre tale certificato medico. Allo scadere dell’anno, pertanto (14 settembre 2019), gli uffici di pubblica sicurezza hanno provveduto a diffidare formalmente i singoli interessati, affinché ottemperassero alla produzione della certificazione entro i successivi 60 giorni, decorsi i quali, in mancanza di tale presentazione, le armi dovevano essere ritirate cautelarmente dalle Forze di Polizia ex art. 39 Testo unico di pubblica sicurezza e trasmessi gli atti al Prefetto per la successiva emissione del divieto detenzione armi.

redaz

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