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Cronaca | 30 settembre 2021, 16:24

Processo Malfi: cinque richieste di condanna per oltre 22 anni di carcere

Requisitoria di accusa e parti civile. Il ministero dell'Interno chiede oltre 2 milioni di danni

Processo Malfi: cinque richieste di condanna per oltre 22 anni di carcere

Richieste complessive per 22 anni e 4 mesi di carcere al processo Malfi. Al termine di una requisitoria durata quasi sei ore, i pubblici ministeri Davide Pretti e Rosamaria Iera hanno chiesto alla corte di condannare tutti gli imputati finiti alla sbarra al termine dell'indagine relativa a fatti avvenuti tra il 2014 e il 2016.

La richiesta di condanna più severa, 8 anni di carcere e 10mila euro di multa, riguarda l'ex prefetto Salvatore Malfi, coinvolto in entrambi i filoni dell'inchiesta: quello sulla gestione migranti - per il quale gli vengono contestati reati contro la pubblica amministrazione che vanno dalla turbativa d'asta, all'abuso di ufficio alla frode nelle pubbliche forniture - e quello sui rapporti con il personale della Prefettura, filone nel quale vengono contestate all'alto funzionario accuse che vanno dai maltrattamenti, alle minacce aggravate, all'estorsione aggravata per arrivare anche all'abuso di ufficio.

Richiesta di condanna a 5 anni per l'allora vice prefetto Raffaella Attianese (coinvolta in entrambi i filoni del processo e per la quale sono stati chiesti anche 5mila euro di multa), e per Gianluca Mascarino della cooperativa Obiettivo onlus che sarebbe stata favorita negli appalti. Secondo le accuse, Mascarino avrebbe avuto un canale preferenziale nell'assegnazione dei migranti, falsando la regolarità delle gare attraverso immobili messi a disposizione gratuitamente da enti pubblici e privati grazie ai buoni uffici della Prefettura. Avrebbe anche frodato nelle forniture, non offrendo ai migranti i servizi previsti nel capitolato di gara e, grazie allo stretto rapporto con la funzionaria della Prefettura Cristina Bottieri, avrebbe saputo in anticipo le date e i centri migranti che dovevano subire le ispezioni da parte della Prefettura e degli enti esterni, "sdebitandosi" con l'assunzione nella sua coop di persone segnalate dalla Bottieri. Per quest'ultima, che deve rispondere di rivelazione d'atti d'ufficio e corruzione, la richiesta di condanna è di 3 anni e 6 mesi. Richiesta di condanna a 10 mesi, infine per Lucia Castelluccio, accusata di favoreggiamento per aver rivelato ad Attianese il contenuto di un interrogatorio con il pubblico ministero.

Nel corso dell'udienza celebrata davanti alla corte presieduta dal giudice Enrica Bertolotto, l'avvocato del Ministero dell'Interno, che si è costituito parte civile nei confronti di tutti gli imputati, che ha quantificato il danno patrimoniale in oltre un milione e mezzo di euro e il danno d'immagine in 600mila.

Richieste di riconoscimento della responsabilità degli imputati e di risarcimento danni anche da parte degli altri due legali di parte civile, Francesca Orrù per l'ex donna delle pulizie Maria Luce Deronzo, e Davide Gamba per l'ex segretaria del prefetto, Manuela Leporati.

«Quest'inchiesta ha restituito un'immagine desolante della Prefettura di Vercelli nel corso dell'epoca Malfi - ha detto il pm Iera chiudendo la sua parte di requisitoria -: i massimi vertici degli uffici e un imprenditore che, badando solo al proprio esclusivo profitto, hanno operato lontano dal senso di regole e legalità che dovrebbero essere proprie dei ruoli ricoperti».

Nella prossima udienza la parola passerà alle difese. 

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