/ Cronaca

Cronaca | 21 settembre 2021, 19:23

«Mai avuto problemi con quella maestra»: i genitori difendono l'insegnante a processo per maltrattamenti

Varallo, la donna era stata sospesa dall'insegnamento e rinviata a giudizio. Ma più di un teste dell'accusa in aula dipinge un ritratto diverso dell'accaduto

«Mai avuto problemi con quella maestra»: i genitori difendono l'insegnante a processo per maltrattamenti

«Mia figlia, in tre momenti diversi, aveva raccontato di aver ricevuto scappellotti sul collo e strette violente alla spalla da parte di una delle maestre. E aveva detto che anche altri bambini ricevevano lo stesso trattamento. Erano racconti che mi avevano messo in allarme e che volevo verificare. Ho parlato con due mamme che conoscevo, ricevendo delle conferme. Con loro, poi, sono andato dalla dirigente scolastica, ma la soluzione di parlare con la maestra in questione, che mi era stata proposta, non mi convinceva. Perciò ho deciso di riferire il racconto di mia figlia ai carabinieri. Il mio obiettivo era capire cosa succedesse a scuola, non muovere accuse a qualcuno». A parlare è uno dei genitori della scuola materna di Varallo che, nell'autunno del 2018, fece l'esposto dal quale partì l'indagine che, nella primavera dell'anno successivo, avrebbe portato a un provvedimento cautelare di sospensione dall'insegnamento nei confronti di una maestra. La donna, all'epoca dei fatti 41enne, è poi stata rinviata a giudizio con l'accusa di maltrattamenti aggravati e continuati e, difesa dagli avvocati Fabrizio Mastro e Cosimo Maggiore del foro di Torino, si trova ora a processo davanti al giudice Enrica Bertolotto.

Nei racconti dei testi dell'accusa, sentiti in aula martedì mattina, la ricostruzione della vicenda ha però preso una piega tutto sommato inattesa: due delle mamme chiamate a deporre sui presunti maltrattamenti subiti dai rispettivi figli hanno negato di aver avuto problemi con l'imputata; una ha detto che il contenuto di una sua conversazione con i carabinieri era stato equivocato e anche i genitori da quale è partito l'esposto, a domanda delle difese, hanno detto di non aver mai notato segni o lividi sulla bimba che, per altro, andava a scuola volentieri e che non aveva mai lamentato motivi particolari di doglianze nei confronti della maestra.

«Le mie bambine si sono sempre trovate benissimo», ha detto un'altra mamma, sorpresa di trovarsi tra i testi di accusa e che, dopo aver letto dell'indagine, aveva anche mandato alla maestra un messaggio di solidarietà. Nessuno dei genitori della scuola, per altro, si è costituito parte civile nel procedimento né in proprio né per i figli. 

E, del resto, nessuno dei genitori, né prima e né dopo l'indagine, aveva pensato di spostare i propri figli dalla scuola di Varallo. Una scelta che, invece, aveva fatto, qualche anno prima, la mamma di un bimbo che, secondo il racconto di un compagno di classe, sarebbe stato a sua volta vittima di un comportamento violento da parte dell'insegnante a processo. La mamma del bimbo, in aula, ha raccontato che quando ricevette la segnalazione di un presunto episodio che riguardava un violento calcio all'inguine e una punizione in ginocchio che sarebbero stati inflitti al figlio, non avendo avuto alcun racconto in merito dal proprio bimbo e non volendolo forzare o condizionare, aveva parlato con la maestra, che aveva negato ogni addebito. Poi, mesi dopo, aveva avuto un confronto anche con la dirigente dell'epoca, davanti ai carabinieri: aveva però deciso di non sporgere denuncia, ma di spostare il bambino in un'altra scuola. «Per mia tranquillità personale», ha specificato.

L'episodio, sebbene archiviato, era rimasto nel fascicolo personale dell'insegnante ed è riemerso a distanza di alcuni anni, anche per la casuale circostanza che, a segnalare quel primo comportamento, erano stati proprio i genitori che, nel 2018, fecero poi partire l'indagine.

Nonostante quel primo episodio non avesse comportato conseguenze particolari, l'allora dirigente della scuola di Varallo aveva deciso, a tutela di tutti, di far svolgere le lezioni con le porte aperte e, in accordo con la maestra, di modificarle l'orario di lavoro.

«Nella nostra scuola tutti i bambini svolgono attività con tutte le insegnanti e non sono mai con una sola docente nel corso della giornata», hanno spiegato sia la ex dirigente, Giovanna Rizzolo, che l'attuale, Raffaella Paganotti. Quest'ultima, così come la fiduciaria del plesso, ha anche ricostruito le varie fasi precedenti all'inchiesta, raccontando l'incontro con i genitori e la scoperta della denuncia proprio all'indomani di un consiglio di interclasse nel corso del quale nessun rappresentante aveva sollevato problemi. «I bambini non sono mai soli con un'insegnante se non per una mezz'ora al mattino quando c'è l'accoglienza, quindi un via vai continuo. E colleghe e collaboratrici scolastiche non hanno mai notato negli alunni comportamenti che potessero far pensare a qualche forma di disagio verso un'insegnante in particolare».

Un dato condiviso da quasi tutti i genitori sentiti in aula, ad eccezione della mamma di una bimba che avrebbe anche lei ricevuto scappellotti: «L'ultimo anno di scuola materna la bimba faceva pipì a letto – ha raccontato – e quando poi venne sentita nell'udienza protetta mi dissero che poteva essere un segnale di disagio collegato alla situazione». Su richiesta della giudice, però, la signora ha poi specificato che anche negli anni precedenti la bambina aveva avuto la stessa maestra senza che si verificassero problemi di sorta.

Ultimata l'audizione degli 11 testi d'accusa, nella prossima udienza la parola passerà ai testi della difesa poi sarà la volta dei consulenti di parte.

fr

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore