Cronaca - 17 settembre 2021, 12:18

Samantha Profumo: «Vi racconto i miei 16 settembre»

La vittoria nella gara ciclistica di Monza, l'esito di una agobiopsia (era cancro alla mammella), la presentazione de «Cento giorni per la vita»

Samantha Profumo

Samantha Profumo

Gli studi, poi la passione per il giornalismo. Poi un'altra passione, ancora più grande: quella di tagliar traguardi, sulla due ruote. Tante vittorie, Samantha la campionessa a livello nazionale, tanti giorni da ricordare. E ritagli di giornale da incorniciare. Infine – è storia recente – un altro traguardo superato, contro un avversario temibile, ma che si può sconfiggere: il cancro.

Lei si chiama Samantha, Samantha Profumo.

Inquadriamo il personaggio. Carattere non facile, spigoloso. Ma tenace e fragile allo stesso tempo. Tenace, perché Samantha non si arrende mai. Fragile, perché ha la sensibilità di un bambino. E poi Samantha non tradisce mai. Lo sanno i suoi amici, anche quelli che sono diventati i suoi angeli custodi: Sergio Robutti e Paola Sala, per esempio. Stravedevano per lei, e lei li ha ripagati con un'amicizia sincera. Vera. Rara.

Tre date del calendario, ora. Il 16 settembre di anni diversi. Tre date che Samantha ricorderà, sempre. È la stessa Samantha che ci spiega il perché.

Prima data.

«All'alba del 16 settembre 2018 tagliavo il traguardo all'autodromo di Monza, dopo aver percorso 440km per raccogliere fondi a favore della Lilt Vercelli».

Seconda data.

«La mattina del 16 settembre 2019 entravo in clinica per un'agobiopsia, finalizzata a valutare una neo formazione nel mio seno. È stato più impegnativo di un Giro d'Italia (e ci si è messo pure il covid) ma... "Quando ti cade la catena...Sami cosa fai? La rimetti su e riprendi la gara”»

Terza data.

«Oggi 16 settembre 2021 posso finalmente dirvi cosa cercherò di fare sabato 2 ottobre nella mia città, Vercelli, grazie alla "complicità" dell'amministrazione comunale, del supporto logistico del Gruppo ABAuto, con la sopportazione di amici e parenti: percorrere in solitaria, senza sosta, cento giri di un circuito di 2160 metri, per andare oltre tutto quello che è stato e per scrivere, con la catena della mia bici, un grazie di cuore per tutte le persone che hanno fatto la differenza e per chi ogni giorno si impegna contro il cancro, per chi ce l'ha fatta, per chi sta lottando, per chi ha perso ma solo dopo avercela messa tutta.»

Su questo punto, una precisazione importante.

«Pedalerò da sola.»
«Quando seppi del cancro chiesi a me stessa: e ora come faccio a dirlo a mia madre?»

Già. Quando si lotta è importante l'aiuto degli altri. Ma siamo solo noi – da soli - che dobbiamo lottare per tagliare il traguardo.

«Pedalerò sola, perché nella malattia – ribadisce Samantha - nessuno fa girare la catena per te o ti taglia l'aria. Lo farò mentre la vita intorno proseguirà, senza particolari limitazioni al traffico (grazie agli alpini di Porta Torino) chiederò il tifo e il supporto di tutti per riempire insieme borracce di donazioni, a sostegno di tutte le iniziative Lilt Vercelli e il Fondo Tempia di Biella.»

E Biella, Samantha ora ce l'ha nel cuore. «Mi hanno curato nel migliore dei modi.Oggi andrò in oncologia dell'ospedale di Biella, ma per portare la locandina di questo appuntamento.»

Sul 2 ottobre. Cento giri per una vita.

«Partirò alle 9 in via Walter Manzone e di certo ci metterò un bel po' di ore a compiere cento giri. Ce la metterò tutta e spero verrete in tanti a incitarmi e a donare; facciamo squadra per la prevenzione e la cura, grazie.»

«Ai presenti chiederò di offrirmi un caffè virtuale, del costo di un euro. Se mi verranno offerto 1000 caffè 500 euro andranno alla Lilt, 500 al Fondo Tempia.»

Tutto questo, Samantha Profumo lo ha spiegato giovedì 16 settembre (la terza data da ricordare) nel corso di una (toccante) conferenza stampa, davanti alla Suzuki AB Auto di Stefano Vandone. C'erano l'assessore Domenico Sabatino («Questo progetto ci è piaciuto, da subito»), rappresentanti della Lilt e del Fondo Tempia, gli Alpini di Porta Torino (con Gianni Marino), Franco Ferragatta dell'associazione Futur'Arte, che collaborerà all'evento.

E c'erano la mamma di Samantha e, anche, il suo datore di lavoro: Alberto Mazzeri.

Samantha Profumo, forte e fragile, ma senza peli sulla lingua. Ma che sa cos'è la riconoscenza.

«Quando mia madre ebbe un tumore perse il lavoro... Il mio datore di lavoro, quando seppe di me disse: Tu pensa solo a curarti. Per questo volevo che fosse qui...».

 

 

Remo Bassini

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