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Politica | 17 settembre 2021, 14:22

Ventinove Comuni contro l'inceneritore di Cavaglià

Lettera al presidente Cirio e all'assessore Marnati: «Dobbiamo tutelare un'area già troppo compromessa»

Ventinove Comuni contro l'inceneritore di Cavaglià

Una trentina di Comuni, compresi nel raggio di circa 20 chilometri attorno al sito ipotizzato dalla Società A2A per la costruzione di un nuovo inceneritore a Cavaglià, hanno sottoscritto e inviato una lettera al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, e ai presidenti delle Province di Biella, Gianluca Foglia Barbisin, e di Vercelli, Eraldo Botta, per indicare il loro dissenso politico ancor prima che tecnico verso l’ipotizzato impianto.

«Lo scopo - spiegano i sindaci firmatari del documento - è quello di coinvolgere i Governi di Regione e Province in un’azione a tutela del territorio contro un’opera che potrebbe incidere negativamente ed irrimediabilmente su un’area già gravata da rischi di tipo ambientale».

A sottoscrivere il documento sono comuni Biellesi (Cerrione, Dorzano, Roppolo, Salussola, Viverone e Zimone), Vercellesi (Alice Castello, Balocco, Bianzè, Borgo d’Ale, Buronzo, Carisio, Cigliano, Crova, Livorno Ferraris, Moncrivello, Ronsecco, Salasco, Santhià e Tronzano Vercellese) e Torinesi (Azeglio, Burolo, Cossano Canavese, Maglione, Mazzè, Piverone, Vestignè, Villareggia e Vische), per i quali questo atto è un primo passo in vista di prossime azioni finalizzate a fermare la proposta di costruzione dell'impianto.

«Fra i 29 Comuni firmatari, pressochè la totalità dei centri potenzialmente interessati, al momento non è presente Cavaglià, sul cui territorio verrebbe collocato l'impianto - rileva una nota dei sindaci - perché l'amministrazione del paese, pur nella consapevolezza degli eventuali rischi, si riserva di assumere una posizione definitiva a breve e a tale scopo ha avviato un tavolo di confronto con alcuni professionisti in ambito amministrativo, giuridico, scientifico e urbanistico così da poter esprimere un giudizio non solo politico ma anche tecnico».

Ecco il testo del documento, firmato da sindaci di ogni orientamento politico: Luigi Bondonno (Alice), Emiliano Pietro Sirio (Azeglio), Gian Mario Morello (Balocco), Carlo Bailo (Bianzé), Pier Mauro Andorno (Borgo d'Ale), Franco Comietto (Burolo), Lorenzo Gozzi (Buronzo), Pietro Pasquino (Carisio), Anna Maria Zerbola (Cerrione), Diego Marchetti (Cigliano), Aurelia Siletto (Cossano Canavese), Paolo Ferraris (Crova), Sergio Gusulfino (Dorzano), Stefano Paolo Corgnati (Livorno Ferraris), Pier Franco Causone (Maglione), Marco Formia (Mazzè), Luca Lisco (Moncrivello), Alessandro Maria Fasolo (Piverone), Davide Gilardino (Ronsecco), Renato Corona (Roppolo), Doriano Bertolone (Salasco), Manuela Chioda (Salussola), Angelo Cappuccio (Santhià), Michele Pairotto (Tronzano), Alessandro Aibino (Vestigné), Fabrizio Salono (Villareggia), Federico Merlo (Vische), Renzo Carisio (Viverone), Piergiorgio Givonetti (Zimone).

 

Lo scorso mese di luglio è stato presentato un progetto di costruzione di un inceneritore a Cavaglià; visto il possibile impatto ambientale che l’impianto potrebbe creare su un’area estesa (verosimilmente tra i 20 ed i 30 km di raggio), riteniamo fondamentale coinvolgere le Amministrazioni della nostra Regione così come quelle delle Province di Biella e Vercelli, in un percorso di sensibilizzazione.

Il fulcro della zona interessata è la Valledora, che in linea di massima fa riferimento ai comuni vercellesi di Alice Castello, Borgo d’Ale, Santhià e Tronzano Vercellese a cui si aggiunge il centro biellese di Cavaglià, ambito territoriale su cui grava un alto rischio ambientale, rappresentato dalla presenza di milioni di metri cubi di rifiuti stoccati nelle ex cave di ghiaia presenti in loco.

Dato che è logico pensare che nessun impianto che brucia spazzatura possa escludere un pericolo a priori, affiancare due fattori così rilevanti di rischio sarebbe da irresponsabili.

Quasi tre anni fa la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo recatasi a visitare l’area, fatto di alta rilevanza politica, nelle sue osservazioni conclusive espresse la necessità di porre particolare attenzione dal punto di vista ambientale all’area. Raccomandò altresì di elaborare un piano completo e definitivo a livello regionale per la bonifica, il recupero strutturale e la salvaguardia della zona, auspicando l’inclusione della Valledora nel programma strategico nazionale “ambiente e salute” gestito dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute.

La stessa ASL VC nel 2016 (prot. 33494 del 18/07/2016), in riferimento all’iter di un possibile stoccaggio di rifiuti nell’area, evidenziò proprio un rischio per la salute.

Queste indicazioni sono in netto contrasto con l’ipotesi di un nuovo inceneritore, impianto che con il suo imprescindibile fattore di rischio, concomitante con il reale pericolo già esistente di impianti di stoccaggio rifiuti non in totale sicurezza, andrebbe a costituire una fonte di grave preoccupazione per la salute pubblica. Non ci troviamo a discutere della bontà tecnica di un progetto e siamo consapevoli del fatto che il Piemonte non è autosufficiente a trattare e smaltire i propri rifiuti, ma a sottolineare come ci sia imprescindibile che la Regione in sinergia con le Province individui “aree idonee” ed “aree inidonee” alla realizzazione di impianti di trattamento rifiuti, al fine di evitare che le scelte ricadano su meri interessi imprenditoriali privati.

Siamo un territorio di piccoli Comuni, l’area di Valledora ha già sulle spalle un grave rischio, aumentarlo ed estenderlo ai centri limitrofi vorrebbe dire compromettere ulteriormente questo territorio dal vista ambientale; se nel recente passato la logistica accattivante della nostra zona ha portato rifiuti da stoccare da tutta Italia, ora è un nostro diritto chiedere che le Istituzioni abbiano il coraggio di identificare aree su cui si realizzare impianti di trattamento rifiuti escludendo il territorio della Valledora già ampiamente compromesso dal punto di vista ambientale.

redaz

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