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Cronaca | 16 settembre 2021, 12:14

Carabinieri, il colonnello Ronchey lascia Vercelli per l'Abruzzo

Tempo di saluti e bilanci: «Tanto lavoro sulla prevenzione e i reati che colpiscono le fasce deboli. Scoprire il 40% dei responsabili è importante soprattutto per dare risposte alle vittime»

Carabinieri, il colonnello Ronchey lascia Vercelli per l'Abruzzo

Dopo quattro anni alla guida del comando provinciale dell'Arma, il colonnello Andrea Ronchey lascia Vercelli alla volta dell'Aquila dove andrà a lavorare in un reparto interforze. Per Ronchey si tratta di un ritorno in una realtà, quella abruzzese, che conosce bene e nella quale si porterà dietro il ricordo di un vercellese «operoso e popolato da cittadini che hanno un forte senso delle istituzioni». 

Arrivato in città nel settembre 2017, Ronchey saluta Vercelli tracciando un bilancio «umano e professionale molto positivo: in questi anni c'è stata grande collaborazione con le istituzioni e le altre forze dell'ordine. Si è lavorato molto bene - aggiunge - e il fatto di essere arrivati al 40% dei reati scoperti è forse l'elemento più significativo e di maggior rilievo, soprattutto per le vittime».

Più che le grandi inchieste portate a termine - diverse delle quali hanno avuto risonanza nazionale - Ronchey preferisce sottolineare come l'impegno per la prevenzione dei reati sia stato il cardine di questi anni vercellesi: «Abbiamo lavorato molto sui reati che colpiscono le fasce deboli della popolazione - aggiunge - dalle truffe ai danni degli anziani ai furti in casa. E, collaborando con i Comuni, l'Arcidiocesi e le parrocchie, il mondo della scuola e le istituzioni sono stati realizzate e distribuite guide, organizzati incontri, avvicinato ulteriormente i cittadini. Un grande lavoro fatto da tutti gli uomini e le donne dell'Arma che operano nelle stazioni della provincia e che resteranno qui a garantire continuità al lavoro iniziato».

E, nell'ultimo periodo, la capillare presenza dell'Arma ha consentito anche interventi di sostegno alle fasce deboli della popolazione, maggiormente esposte a causa del Covid: «Questa della pandemia è stata una fase catalizzante per il lavoro di tutti - commenta il colonnello - un'esperienza di vita che nessuno potrà dimenticare e che il vercellese ha vissuto nel rispetto delle norme e delle opinioni di tutti. Non ci sono mai stati motivi di scontro sociale e le situazioni più delicate sono sempre state gestite con buonsenso».

Rispetto al tema della sicurezza del territorio e della criminalità, Ronchey rileva come «molti dei reati che abbiamo contrastato in questi anni sono "d'importazione": questo territorio è servito da importanti vie di transito, da autostrade, ferrovie e caselli. Un vantaggio per il territorio e, ovviamente, anche un elemento di attrazione per malviventi che sfruttano la possibilità di dileguarsi rapidamente».

Romano di origine, il colonnello Ronchey ha trovato e apprezzato Vercelli come «città a misura d'uomo, capace di offrire interessati occasioni di cultura. Come appassionato d'arte ho trovato monumenti molto belli e interessanti da visitare - aggiunge -. Conserverò un bellissimo ricordo di questi anni, eccezion fatta - scherza salutando - per l'umidità e le zanzare».

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