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Arte e Cultura | 16 settembre 2021, 10:20

Bach da Vercelli

L'album del (nuovo) duo Rimonda-Bahrami

Bach da Vercelli

Senza dubbio è fonte di orgoglio per la città di Vercelli sapere che un prestigioso disco di musica classica, che è di recente uscito per la casa discografica inglese Decca (il top mondiale in questo settore) è stato registrato nell'autunno scorso al Teatro Civico di Vercelli. Si tratta dell'album dedicato a tre sonate di Bach, grazie al nuovo duo Rimonda-Bahrami, che costituisce anch'esso un avvenimento importantissimo nell'ambito dell'interpretazione del repertorio di sommi artisti.

L'incontro tra il saluzzese Guido Rimonda al violino e l'iraniano Ramin Bahrami al pianoforte segna dunque il punto di una grandissima convergenza fra solisti di fama internazionale: da un lato c'è dunque la storia del leader della piemontese Camerata Ducale, ben nota a Vercelli per aver intrapreso la riscoperta integrale delle musiche  di Giovan Battisti Viotti; dall'altro le tormentate vicende del maggior esecutore bachiano alla tastiera che, esule da Teheran, si è pure vista rifiutata la cittadinanza italiana (oggi è cittadino tedesco)

Assieme, Guido e Ramin propongono ora di Johann Sebastian Bach un cd intitolato "Sonatas for Violin and Obligato Harpsichord", comprendente le tre sonate catalogate come BWV 1014, 1015, 1016, che l'eccelso compositore (1685-1750) scrisse dopo essersi stabilito nel tranquillo borgo di Cothen, in Sassonia, dove si rifiugiò, appena libero dal mese di prigionia inflittogli dalla corte di Weimar (forse per ripicca). Provato dall'umiliazione della galera, Bach si risollevò creando, in poco tempo, alcune delle sue gemme, dai Concerti Branderbughrgesi alle Suites per violoncello solo, dalle Sonate e partite per violine a numerose altre sonate, tra cui queste tre, che Rimonda e Bahrami ripropongono con estrema meticolosità e sentimentale afflato. Per capire il valore innovativo di queste musiche, che pur interiorizzano ad esempio la precedente cultura polifonica, le note nel libretto a cura di Massimo Rolando Zegna, sono lo strumento giusto per godersi la bellezza di un suono universale anche sotto gli aspetti tecnico-espressivi.

 

Guido Michelone

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