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Attualità | 11 settembre 2021, 18:03

Emergenza casa: dalla Regione 21 milioni per aiutare chi non riesce a pagare l'affitto

Stanziati i fondi e definiti i criteri per l'accesso ai contributi: domande dal primo ottobre

Emergenza casa: dalla Regione 21 milioni per aiutare chi non riesce a pagare l'affitto

La Regione, su proposta dell’assessore al Welfare, con delega alla Casa, ha approvato una delibera per la programmazione e la ripartizione dei fondi destinati ai Comuni piemontesi per il sostegno alla locazione privata e destinati ai più fragili. Lo scorso anno, a fare richiesta, erano stati 12mila nuclei famigliari.

L’anno scorso, a usufruirne, erano state 12mila famiglie. E, complice la grave crisi causata dagli effetti nefasti della pandemia da Covid19, non ci sarebbe da stupirsi se quest’anno i numeri fossero ancora più elevati. Si tratta di nuclei famigliari che - pur non essendo ancora nelle condizioni di richiedere un’alloggio di edilizia residenziale pubblica - fanno fatica a pagare l’affitto della propria abitazione. 

Si tratta, per chiarezza, di alloggi affittati sul mercato privato: nuove povertà che aumentano e a dimostrarlo, ora, sono proprio i numeri. 

E così, per correre ai ripari rapidamente e soprattutto con efficacia, la giunta regionale ha approvato una delibera per la programmazione e la ripartizione dei fondi destinati ai Comuni: si tratta di 16 milioni 293mila 389,78 euro provenienti dal Fondo sostegno locazione risorse e quasi 5 dai risarcimenti per cosiddetta «morosità incolpevole», ovvero quella derivata dai debiti di inquilini di case popolari che vorrebbero pagare il loro affitto ma che non sono più in grado di assolvere al proprio impegno. Il fondo era stato congelato per 5 anni e riattivato soltanto nel 2020. In totale, sommando le due voci, la cifra a disposizione ammonta a 21milioni 85mila 529,18 euro. 

La Regione ha poi individuato una rete di 73 Comuni capofila, ognuno dei quali aprirà il bando, valido per il rispettivo ambito territoriale, e lo terrà aperto per un periodo di almeno 30 giorni, nell’arco temporale dal 1 ottobre al 31 dicembre 2021. Non solo: piazza Castello, con la delibera approvata ieri, consente ai Comuni di utilizzare le risorse residue del 2019 e del 2020 eventualmente non spese. 

Possono accedere ai contributi i nuclei famigliari residenti in Piemonte in possesso di cittadinanza italiana o di un altro Stato, muniti del permesso di soggiorno valido. La residenza, poi, deve essere nell’alloggio affittato per il quale si richiede il sussidio, il contratto regolarmente registrato e il canone di locazione non deve superare i 6mila euro l’anno. 

Per quanto riguarda i limiti sono state stabilite due fasce: la prima riguarda le persone con un reddito complessivo inferiore a 13mila 405,08 euro, rispetto al quale l’incidenza dell’affitto risulti superiore al 14%, e una seconda, nella quale il valore del reddito deve essere inferiore a 21mila 201,19 con una percentuale dell’affitto non superiore al 24%.

I contributi verranno assegnati seguendo un principio di gradualità, privilegiando le fasce più deboli.

Per quanto riguarda il capitolo dell’edilizia residenziale pubblica, prosegue il lavoro in stretta sinergia con le tre Atc piemontesi per arrivare all’obiettivo di ristrutturare gli alloggi che al momento non sono assegnabili e garantire a tutti coloro che ne hanno diritto una casa dignitosa, che rappresenta la base del nucleo famigliare e, di conseguenza, della società.

redaz

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