Attualità - 06 settembre 2021, 14:00

Stecco: «Sant'Andrea: 8 ricoveri Covid. Tutti pazienti non vaccinati»

Un paziente è in terapia intensiva, 7 in Malattie Infettive. Il consigliere regionale: «Niente allarmismi ma spunti per riflettere su scelte importanti»

Stecco: «Sant'Andrea: 8 ricoveri Covid. Tutti pazienti non vaccinati»

Nessun allarmismo ma la consapevolezza di dover mantenere alta l'attenzione sulla diffusione Covid. Nel vercellese la diffusione del virus non ha subito impennate clamorose, ma le istituzioni sanitarie e il mondo politico invitano alla massima prudenza soprattutto in vista della ripresa dell'anno scolastico, quando, di fatto, tutte le attività saranno a pieno regime.

Tra domenica 29 agosto e domenica 5 settembre, il bollettino covid del vercellese ha visto 54 casi di contagio nuovi e 54 persone che hanno superato la malattia. Anche questa settimana non ci sono stati decessi.

Per quanto riguarda la situazione dei ricoveri, invece, l'ospedale Sant'Andrea vede una persona in terapia intensiva e 7 persone ricoverati in Malattie Infettive. Numeri dunque contenuti e che si spera non salgano.

«Ogni allarmismo in merito al numero di ricoverati al Sant'Andrea di Vercelli per Covid è totalmente ingiustificato - assicura il consigliere regionale Alessandro Stecco, presidente della commissione Sanità -. Ma un dato che deve far riflettere è che tutti i ricoverati al Sant'Andrea non sono vaccinati. C'è un dato elaborato da Cdc, diffuso oggi dall’emittente Cnn e ripreso in Italia da tutti i media: oltre il 99,99% delle persone che sono state completamente vaccinate contro il Covid-19 non ha avuto un nuovo contagio talmente grave da provocare il ricovero in ospedale o la morte. Sono questi i numeri che contano».

Secondo il consigliere regionale, inoltre «Non sono pochi i pazienti non vaccinati che, da ricoverati, vorrebbero avere deciso diversamente sulla questione dei vaccini e che sono stati influenzati negativamente da false informazioni sui social network. Se avete un dubbio, informatevi da fonti sicure, chiedete al vostro medico di famiglia che ha studiato tutta la vita per fare quel lavoro», conclude il consigliere regionale.

redaz

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