Cronaca - 02 settembre 2021, 13:22

Maltratta la moglie e minaccia i carabinieri: 41enne in manette

Crescentino, per disarmare l'uomo le forze dell'ordine devono ricorrere allo spray urticante

I carabinieri con i coltelli sequestrati

I carabinieri con i coltelli sequestrati


Ubriaco, dopo aver minacciato e insultato pesantemente la moglie, anche alla presenza del figlio minore, si chiude in camera da letto, portando con sé due coltelli di grosse dimensioni. Temendo per la propria incolumità e quella del figlio, la donna telefona al 112 per chiedere aiuto ma quando arrivano i carabinieri l'uomo, anziché calmarsi, brandendo uno dei due coltelli, li affronta minacciandoli di morte. 

Per riuscire a disarmarlo senza far degenerare la situazione, i militari sono così costretti a spruzzargli in faccia spray al peperoncino. Alla fine, per un 41enne di Crescentino sono scattate le manette per resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia.

La chiamata che ha fatto partire l'intervento arriva sabato 28 agosto, verso le 16.30 da una donna di Crescentino che chiede aiuto asserendo che il marito la sta minacciando. Sul posto arriva prima una pattuglia della stazione carabinieri di Livorno Ferraris, al comando del luogotenente Ignazio Casti, poi una pattuglia di Ronsecco.

I carabinieri, vista la strenua resistenza opposta dall'uomo, evidentemente fuori di sé, per riuscire a disarmarlo utilizzano lo spray urticante in dotazione che permette di bloccarlo, costringendolo a lasciare cadere a terra l’arma.

Intanto, viste le precarie condizioni psicofisiche dell'uomo, che continua a insultare la moglie, viene richiesto l’intervento di un’autolettiga. Dopo essere stato visitato dai sanitari, il 41enne viene accompagnato in caserma. Qui la moglie sporge denuncia, raccontando di essere vittima di maltrattamenti da oltre tre anni, spesso causati dall’abuso di sostanze alcoliche.

Al termine degli accertamenti, il 41enne viene arrestato per resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia e su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Vercelli, che informato attiva il codice rosso, viene tradotto in carcere. 

 

redaz

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