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Politica | 26 luglio 2021, 18:23

Niente Consiglio comunale straordinario sui fitofarmaci: la protesta della minoranza

L'ordine del giorno, inserito al nono degli undici punti in discussione, è stato ritirato e verrà subito ripresentato

Niente Consiglio comunale straordinario sui fitofarmaci: la protesta della minoranza

Azione di protesta dei consiglieri di minoranza contro la decisione di non accogliere la richiesta di una convocazione straordinaria del Consiglio comunale per discutere dell’utilizzo di prodotti fitosanitari convenzionali per la cura del verde. 

Nelle scorse settimane la minoranza aveva firmato compattamente una richiesta di consiglio straordinario per discutere il tema legato all’utilizzo di prodotti fitosanitari convenzionali per la cura del verde, alla luce della recente mozione approvata in Regione Piemonte su proposta del Movimento 5 Stelle.

«La nostra richiesta non è stata recepita, in quanto (a differenza del passato) la mozione è stata inserita all’interno di un consiglio ordinario con altri 10 punti da discutere - si legge in una nota diffusa agli organi di stampa -. Ma non solo, il consiglio è stato convocato alle 16,30. In questo modo la mozione, che noi volevamo discutere in un consiglio dedicato, verrebbe discussa a ore tarde, a luci spente. Per questo motivo abbiamo deciso di ritirare la mozione e ripresentarla immediatamente dopo, con annessa richiesta di un nuovo consiglio straordinario».

Nella nota, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Michelangelo Catricalà, primo firmatario della mozione dichiara: «Bocciare la richiesta è stato uno schiaffo non solo nei nostri confronti ma soprattutto nei confronti della cittadinanza. Si poteva tranquillamente fare prima il Consiglio straordinario e a seguire quello ordinario: era già capitato altre volte. Invece non solo è stata bocciata la richiesta ma la discussione è stata inserita in fondo all’ordine del giorno, per poi “concederci”, altra presa in giro, la possibilità di discuterla al nono punto sugli undici previsti. Ciò avrebbe significato discuterla probabilmente in tarda serata e questo perchè, come al solito, decidono di convocare il Consiglio Comunale nel tardo pomeriggio. Visto la mancanza di rispetto, che non perdono occasione di manifestare, ho deciso di abbandonare l’aula e ripresentare la mozione richiedendo un nuovo Consiglio Straordinario».

Secondo Alberto Fragapane, capogruppo del Partito democratico, «La maggioranza ha voluto creare un brutto precedente, svuotando quello che è uno dei pochi strumenti che la minoranza ha per porre attenzione verso tematiche che ritiene importanti. Abbiamo dato la nostra disponibilità a venire incontro alle esigenze dell'Amministrazione e degli uffici, ma ogni nostra proposta di mediazione è stata respinta. La volontà era di fatto quella di discutere la mozione lontano dai riflettori, strano per un’Amministrazione che si è autodefinita come protagonista di una svolta green».

Per Renata Torazzo, capogruppo di SiAmo Vercelli «L’approvazione all’unanimità della mozione votata in Consiglio Regionale il 25 maggio scorso, sottolinea che in ambito urbano venga predisposto l’impiego di prodotti composti da principi attivi non pericolosi. Più volte è stato sottolineato come non si riteneva opportuno, a tutela della salute dei cittadini e per il principio di precauzione, impiegare alcuni prodotti in città che riportano l’etichetta di pericolo H317, H319, e H410. La richiesta di un consiglio straordinario era improntata a porre maggiore attenzione alla salute dei cittadini e all’ecosistema urbano. Ci chiediamo se questa Amministrazione sia davvero trasparente».

Sulla stessa linea anche l'ex sindaca, Maura Forte che, nel corso della seduta, è intervenuta per condividere le motivazione espresse dai colleghi, annunciando l'intenzione di lasciare l'aula e non partecipare ai lavori.

Alfonso Giorgio, capogruppo della lista civica Vercelli per Maura Forte, conclude: «Mi sarei aspettato una maggiore attenzione verso la minoranza e verso la cittadinanza, su un tema che è così attuale e importante per la salute pubblica».

 

redaz

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