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Arte e Cultura | 23 luglio 2021, 09:10

Erba matta di Laura Bosio

La scrittrice vercellese torna alla narrativa con un originalissimo romanzo

Erba matta di Laura Bosio

Laura Bosio, scrittrice vercellese, da anni residente a Milano, ma assidua frequentatrice della nostra città, torna alla narrativa, dopo alcuni libri di saggistica, grazie a un romanzo originalissimo, che si inserisce nella collana “il bosco degli scrittori” di una nuova editrice, Aboca di Sansepolcro (Arezzo) impegnata a chiedere a ciascun autore un’opera legata a un albero, nella certezza che, guardando alle qualità sistemiche del mondo vegetale, l’umanità possa capire che il rispetto verso la natura significhi in primis rispetto verso se stessi.

E Laura Bosio svolge più che egregiamente il proprio tema, scegliendo l’erba matta del titolo, ossia quell’insieme di erbe selvatiche (dette anche erbacce) che, un po’ come l’odierna globalizzazione, ha invaso, a cicli o periodi, l’intero Pianeta da zone piccole, lontane o marginali, creando inediti scenari tanto botanici quando ambientali, dove solo la protagonista del testo - una sorta di alter ego della scrittrice - è oggi, ma già da adolescente, in grado di apprezzarne i valori non solo estetici, ma anche curativi, biologici, integrati persino al tessuto socio-urbanistico.

La vicenda del libro si svolge tra una prima parte di anni liceali dominati dal clima sessantottesco provinciale (dove emergono chiari riferimenti autobiografici) e una seconda parte nella Milano ai tempi del Covid: la ragazza che disegna l’erba matta a matita su fogli bianchi durante le ore di lezione riuscendo a incamerare gli insegnamenti di docenti quasi sempre illuminati in mezzo a compagni spesso malati di ideologismo, dopo mezzo secolo si ritrova a sua volta a mostrare i valori delle erbacce al figlio di un’amica in nome dei valori di accettazione del diverso, dell’altro, del bizzarro, dell’insolito che, con una bella grossa metafora accomuna l’umanità alla natura. Una prosa scarna, lirica, essenziale, colta fa infine la differenza con tanta scrittura modaiola.

Guido Michelone

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