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Cronaca | 07 luglio 2021, 18:03

Quattro società in dissesto, la condanna più pesante è per Guido Gabotto: 6 anni e 8 mesi

A sentenza il processo per i crack di Gestel, Il Taccuino, Cento Più Assistenza e San Bernardino srl: ai quattro imputati inflitti oltre 20 anni di carcere

Quattro società in dissesto, la condanna più pesante è per Guido Gabotto: 6 anni e 8 mesi

Condanne complessive per oltre 20 anni di carcere al processo per i dissesti delle società Centro Più Assistenza, Gestel, Il Taccuino e San Bernardino srl.

Arriva poco dopo le 9,30 di mercoledì 7 luglio la sentenza di primo grado di un processo lunghissimo e che aveva avuto una fase istruttoria ancora più complessa per la difficoltà da parte dei curatori fallimentari e della polizia giudiziaria di reperire parte della contabilità delle società finite al cento della vicenda.

Ai quattro imputati, a vario titolo, erano state contestate le accuse di bancarotta e bancarotta fraudolenta causate da una lunga serie di irregolarità: dai trasferimenti di denaro dalla Centro Più, che gestiva strutture per anziani (e dunque aveva molte entrate) alle altre società, per arrivare al mancato pagamento dei contributi dei lavoratori e delle cartelle fiscali, la mancate tenuta dei libri contabili e altro ancora.

La sentenza più pesante è quella nei confronti di Guido Gabotto, direttore di Gestel e Centro Più Assistenza e componente del CdA di altre società: la corte, riconoscendo alcune attenuanti ed escludendo la recidiva, lo condanna a 6 anni e 8 mesi di carcere a fronte dei 6 anni chiesti dall'accusa.

Nei confronti degli altri imputati sono state accolte le richieste dal pubblico ministero Rosamaria Iera che, nel corso della requisitoria, aveva chiesto sei anni per Marco Ciocchetti, che nelle società aveva il ruolo di presidente del CdA, e quattro anni per le due donne, oggi ultra settantenni, che facevano parte dei consigli di amministrazione: Franca Tamaro e Loredana Boschetti.

Nei confronti di tutti gli imputati viene disposta l'inabilitazione, per dieci anni, all'esercizio dell'attività di impresa e alla possibilità di rivestire ruoli dirigenziali in qualsiasi tipo di società, così come previsto dalla nuova legge sui fallimenti. Per Gabotto e Ciocchetti viene stabilita anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, misura che, per le due donne, verrà applicata per 5 anni. Nel lungo elenco dei capi di imputazione c'è anche spazio per un non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativamente a uno degli episodi contestati.

Infine il capitolo dei risarcimenti: gli imputati vengono condannati in solido tra loro a rifondere i danni che verranno quantificati in sede civile. La corte presieduta dal giudice Enrica Bertolotto, intanto, ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 250mila euro.

«Le sentenze non si commentano – dice prima di lasciare l'aula l'avvocato Roberto Scheda, che con il collega Marco Mortarino ha rappresentato Tamaro -, si accettano e si attendono le motivazioni per l'appello che sarà sicuramente presentato».

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