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Attualità | 03 luglio 2021, 08:45

Ripensare la sanità, nel ricordo di chi ha perso la vita durante la pandemia

Tre borse di studio in memoria dei medici Bellan, Barillà e Canavero: apre il bando dell'Ordine del Medici

Ripensare la sanità, nel ricordo di chi ha perso la vita durante la pandemia

Con tre borse di studio da 2500 euro ciascuna, destinate ad altrettanti neo laureati, l'Ordine del Medici di Vercelli ricorda Luciano Bellan, Franco Barillà e Giovanni Canavero i tre colleghi morti nel corso della seconda ondata della pandemia.

«Un omaggio alla loro memoria - spiega il presidente dell'Ordine, Germano Giordano, illustrando l'iniziativa - ma anche un modo per fare memoria di quello che è stata ed è la pandemia sviluppando un nuovo modello di sanità territoriale». 

I bandi saranno pubblicati sul sito dell'Ordine a partire dal 6 luglio e per 90 giorni: il candidato dovrà dichiarare la media con cui si è laureato, il titolo della tesi e fornirne una breve relazione esplicativa e descrittiva del contenuto.

Le candidature saranno esaminate da una commissione presieduta dal dottor Giovanni Scarrone, vice presidente dell'Ordine, e composta anche da Mattia Bellan e Isabella Canavero che hanno seguito le orme dei rispettivi padri diventando a loro volta medici. L'assegnazione delle borse di studio è prevista per l’autunno. «Renderemo omaggio ai colleghi e a tutto il personale sanitario che ha combattuto la pandemia - aggiunge Scarrone - e che tuttora continua a fronteggiare questa situazione».

Giordano e il segretario dell'Ordine, Sergio Macciò - sul fronte ospedaliero - e Scarrone sul versante dei medici di Medicina Generale hanno poi tracciato un quadro su quella che dovrà essere la sanità post pandemia e che vede proprio la figura del medico di base come perno fondamentale di intervento. «Dobbiamo pensare a una nostra presenza capillare - spiega Scarrone -: essere vicini ai malati e avere a disposizione strumenti diagnostici avanzati da portare a casa del paziente permetterà di intervenire prima, alleggerire la pressione sugli ospedali ed evitare i momenti critici che si sono sperimentati durante la pandemia».

redaz

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